Motociclismo
Autore: Francesco Olivero
Contatto dell'autore per informazioni specifiche su questo modello prestativo: frasisport@gmail.com
Data di immissione del modello: nn/nn/nn
Tipologia di sport:
Individuale
Situazionale
Di precisione
Estremo
Con mezzo
Con motori
Di intelletto
Ambiente:
Outdoor
Stagione: Annuale
Superficie di gara: Asfalto
Artificiale
Materiali:
Strumentazione specifica tecnica:
La strumentazione varia in base alla categoria Superbike in cui si gareggia:
WorldSBK
La classe regina del mondiale WorldSBK avrà delle novità per quanto riguarda le caratteristiche delle moto. Queste sono le modifiche che verranno apportate rispetto ad una moto standard: la gestione del motore, l'impianto di scarico, le sospensioni, i freni e alcuni componenti del motore. La moto dovrà avere un peso minimo di 168kg, con una potenza compresa tra i 750cc ei 1200cc, dipenderà dal numero di cilindri e dalla potenza del motore. Dalle ultime modifiche tecniche, introdotte nel 2015, le moto tuning saranno ora soggette a più limitazioni rispetto al passato.
WorldSSP
La classe World Supersport si presenta super sportiva di media cilindrata. Queste moto sono più piccole, più leggere e meno potenti rispetto a quelle World Superbike; minori sono le modifiche permesse. La cilindrata varia da 400cc ai 750cc in rapporto al numero di cilindri. La classe WorldSSP è da sempre sinonimo di grande competitività e incredibili battaglie in pista. È una categoria molto importante anche per i costruttori.
WorldSSP300
La WorldSSP300 è la categoria più giovane del campionato ed è stata introdotta nel 2017. Le moto sono leggere e, con una cilindrata ridotta, permettono anche ai corridori molto giovani un più facile primo contatto con le competizioni iridate. Le moto appartengono alla categoria europea A2 (escludendo le moto A1). Tutti i mezzi sono omologati dalla FIM (Federazione Internazionale del Motociclismo) e sono soggetti a modifiche del peso e ad una revisione da parte della Commissione SBK per assicurare il maggior equilibrio di prestazioni.
Strumentazione di protezione obbligatoria:
Per ottenere la massima protezione è essenziale verificare la vestibilità di casco, tuta, guanti, stivali e di tutto il rimanente abbigliamento tecnico da moto per la pista.
TUTA:
Se la tuta sembra molto confortevole alla prova in negozio (piegandosi sulle ginocchia e simulando i movimenti da fare in moto) significa che è troppo grande. Nell’uso risulta "molle", con una riduzione dell’efficacia dei protettori di gomiti, spalle e ginocchia. Questi, infatti, a contatto con l’asfalto potrebbero ruotare e spostarsi dalla zona da proteggere.
La scelta di una tuta su misura (diversi marchi ormai offrono questa possibilità) ovviamente è l’opzione migliore, soprattutto per tutti quelli con misure particolari – bassi e corpulenti, alti e secchi, ecc.
CASCO:
Per quanto riguarda il casco il discorso è simile. Se sembra troppo comodo alla prima calzata, significa che è largo: dovrebbe essere molto aderente a ogni parte della testa, con l’impressione addirittura che sia leggermente stretto, senza però arrivare a generare punti di pressione fastidios
GUANTI:
Utilizzare assolutamente guanti lunghi, che coprono il polso fino quasi a metà avambraccio. In caso di scivolata e qualora la mano restasse sotto il manubrio o sotto la moto, la sicurezza aggiuntiva della doppia chiusura, con velcro sull’avambraccio e cinturino antiscalzante sul polso, sarà essenziale.
STIVALI:
Il 90% degli stivali vanno messi fuori dalla gamba della tuta, mentre gli altri vanno all’interno, motivo per cui è necessario trovare lo stivale più adatto al caso specifico.
Obiettivo:
Punteggio: alla fine di ogni gara, la classifica di arrivo stilerà un punteggio che, andandosi ad aggiungere a tutte le altre gare, sottoscriverà una classifica piloti generale.
Tempo: l'obiettivo principale è arrivare alla fine di ogni gara prima degli altri piloti, quindi bisogna metterci il minor tempo possibile.
Difficoltà (da 0 a 5):
Condizionale: 5
Coordinativa: 5
Intellettiva: 3
Inizio pratica agonistica (età):
L'età minima dei partecipanti nel Motul FIM Superbike World Championship è di 18 anni, mentre per il FIM Supersport World Championship è di 16. L'età massima, invece, per entrambe le categorie è 50. Per partecipare al FIM Supersport 300 World Championship, l'età minima è 15 anni.
Demografia: quanti lo praticano, chi lo pratica (genere), diffusione geografica:
Molti paesi, come il Regno Unito (British Superbike Championship), gli Stati Uniti (AMA Superbike Championship), il Giappone, il Canada, l'Italia (Campionato Italiano Velocità) e la Germania, hanno anche un proprio campionato nazionale. Le gare di Superbike hanno attirato l'attenzione dei grandi produttori mondiali di moto (Ducati, Honda, Aprilia, Kawasaki, Suzuki, Yamaha, BMW) perché permettono di promuovere i loro prodotti, per questo nei paesi anglosassoni usano dire "Win on Sunday, Sell on Monday" ("Domenica vinci, Lunedì vendi"). Quello che viene storicamente considerato il "re" della categoria è il britannico Carl Fogarty, non a caso soprannominato "The King", vincitore del titolo mondiale per 4 volte (1994-'95-'98-'99) sempre in sella a una Ducati; questi è stato superato in vetta dal connazionale Jonathan Rea, per 6 volte iridato tra le derivate di serie (consecutivamente dal 2015 al 2020) in sella a una Kawasaki. Altri piloti che hanno fatto la storia di questo campionato e che meritano di essere menzionati per i loro successi sono: Doug Polen, Troy Corser, Scott Russell, Tom Sykes, Aaron Slight, John Kocinski, Troy Bayliss, Noriyuki Haga, Colin Edwards, James Toseland, Jonathan Rea, Max Biaggi e Carlos Checa. Fra questi solo due piloti hanno vinto un titolo anche nel Motomondiale, Kocinski e Biaggi. Per quanto riguarda il campionato costruttori, a primeggiare è l'italiana Ducati con 17 allori, seguita da Kawasaki e Honda (6 volte), Aprilia (4 volte), Yamaha (2 volte) mentre Suzuki l'ha vinto in una sola occasione. Per quanto concerne invece il campionato piloti è sempre la Ducati in cima alla classifica con 14 titoli, davanti a Kawasaki con 8 titoli, Honda con 6, seguite da Aprilia con 3 e Yamaha con 2 e infine Suzuki con 1 titolo.
it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_Superbike#Diffusione_e_generalit%C3%A0
Frequenza gare: Calendario SBK 2023
Record mondiale:
Vincitori di titoli mondiali: I piloti che hanno ottenuto più titoli sono: il nordirlandese Jonathan Rea con sei titoli mondiali, il britannico Carl Fogarty con quattro titoli, seguito dall'australiano Troy Bayliss vincitore di tre titoli mondiali.
Vincitori di Gran premi: piloti ad aver ottenuto più vittorie sono Jonathan Rea con 118 successi seguito da Carl Fogarty con 59 successi e Troy Bayliss 52. Per quanto concerne l'australiano, le vittorie sono state ottenute tutte con motociclette Ducati.
Posizionamenti a podio: in testa alla classifica dei piloti c'è il britannico Jonathan Rea con 245 piazzamenti a podio, seguito dall'australiano Troy Corser a quota 130 e dal giapponese Noriyuki Haga a quota 116. In testa alla classifica per nazioni c'è la Gran Bretagna con 861 piazzamenti a podio, seguita dall'Italia con 400 e dall'Australia con 332 piazzamenti a podio.
Qualificazione in Superpole: Per quanto concerne la graduatoria piloti, il britannico Tom Sykes è il pilota ad essere partito più volte in superpole, a sette lunghezze di distanza si trova l'australiano Troy Corser. Nella graduatoria per nazioni prevale la Gran Bretagna con ben 155 superpole, ottenute da quattordici differenti piloti, seguita dall'Australia a quota 86 e dagli Stati Uniti d'America a quota 66.
Realizzazione del giro veloce in gara: Per quanto concerne la graduatoria piloti, il britannico Jonathan Rea è il pilota ad aver fatto segnare più volte il giro più veloce: 100. A quota 59 si trova il giapponese Noriyuki Haga e a 48 si trova il britannico Carl Fogarty. Nella graduatoria per nazioni prevale la Gran Bretagna con 286 giri veloci, ottenuti da ventuno differenti piloti. Seguono l'Italia a quota 128 e l'Australia a quota 107.
Somatotipo:
Ectomorfo
Mesomorfo
Morfotipo:
Altezza media: 170-175 cm
Peso medio: 65-70 kg
Distanza della prestazione:
Varia in base alla distanza del circuito su cui si gareggia
Durata:
PROVE LIBERE: Le sessioni di prove hanno luogo il venerdì e il sabato mattina. In base alla categoria cambia la durata di ogni turno. Per il WorldSBK il venerdì sono previsti due turni di prove da 45 minuti ciascuno. Due le sessioni da 45 minuti in programma nel WorldSSP mentre il WorldSSP300 il venerdì avrà a disposizione 30 minuti per sessione, durata che ritroveremo il sabato anche nel WorldSBK mentre quella del WorldSSP e del WorldSSP300 durerà 20 minuti. I tempi sul giro registrati nel corso delle prove libere non vengono considerati ai fini della formazione della griglia di partenza.
QUALIFICHE (Tissot Superpole): La sessione di qualifica in cui i tempi sul giro sono decisivi per stabilire le posizioni sulla griglia di partenza. Nel caso del WorldSBK la Tissot Superpole determinerà le posizioni di partenza per Gara 1, per la Tissot Superpole Race e per Gara 2 a partire dalla decima casella. Le prime nove posizioni infatti saranno stabilite dai risultati della Tissot Superpole Race. Per il WorldSSP e il WorldSSP300 i risultati della Tissot Superpole determineranno l'ordine delle posizioni in griglia di partenza.
GARA TISSOT SUPERPOLE: Per offrire più battaglia in pista, dal 2019 la Tissot Superpole Race entra nel programma del sabato e diventerà la prima gara SBK® della giornata. La Sprint Race è un format completamente nuovo, avrà il nome di Tissot Superpole Race e sarà sempre di 10 giri per ogni Round. Il risultato finale della qualifica del sabato determinerà la griglia per la Sprint Race di domenica.
Il risultato della TISSOT Superpole Race determinerà le prime nove posizioni della griglia di partenza di Gara 2, mentre dalla decima posizione in poi verranno considerate le posizioni posizionate durante la Tissot Superpole. I nove piloti che rientrano nella Tissot Superpole Race riceveranno dei punti aggiuntivi per la classifica generale del campionato del mondo secondo questo ordine dal primo al nono classificato: 12/9/7/6/5/4/3/2/1.
Il giorno della gara
RISCALDAMENTO: La sessione di test che si svolge nella mattinata della giornata di gare, che permette di valutare il corretto assetto delle moto in vista delle gare stesse.
GIRO DI RISCALDAMENTO: Il giro che i piloti effettuano prima di fare ritorno sulla loro posizione in griglia per l'inizio della gara.
GARA: la durata della gara varia a seconda dei circuiti.
Frequenza cardiaca:
Fc media: 80-90 % della Fc max
Fc min.: non disponibile
Fc max.: non disponibile
Tipologia di lavoro:
Ciclico
Sistema energetico coinvolto:
Aerobico
Alimentazione e idratazione:
Chi pratica motociclismo a livello agonistico, soprattutto a questi livelli, avrà bisogno di un apporto maggiore di nutrienti rispetto a persone che gareggiano amatorialmente. Questo è dovuto dal continuo sforzo fisico che i piloti praticano sia all'interno della pista sulla moto, ma soprattutto durante le attività extra, come per esempio la preparazione fisica.
Nell'arco della giornata vanno effettuati 5 pasti: 3 pasti principali (colazione 20%, pranzo 30-35% e cena 25-30%) e 2 spuntini (uno al mattino 10% e un altro al pomeriggio 10%).
La corretta alimentazione è quella che permette di mantenere in equilibrio le entrate e le uscite.
Scelta dei nutrienti:
GRASSI: preferibilmente grassi insaturi di origine vegetale. Una corretta assunzione di grassi migliora i livelli di colesterolo "buono" (HDL) proteggendo le pareti dei vasi e di conseguenza un vantaggio per l'apparato cardio-circolatorio.
CARBOIDRATI: preferibilmente alimenti con basso indice glicemico (IG) così da non aumentare l'azione dell'insulina che ha il compito di rimuovere gli zuccheri nel sangue con conseguente aumento degli eicosanoidi cattivi. Inoltre sono consigliati alimenti ricchi di fibre.
PROTEINE: non eccedere con esse poichè andrebbero a ledere su fegato e reni, e quindi scompenserebbero il sistema immunitario.
Capacità motorie:
Risulta indispensabile avere una buona coordinazione mano-piede durante gli spostamenti laterali per mantenere la moto più dritta possibile e nello stesso tempo controllare la velocità giocando sui freni e acceleratore (anche in curva). Di conseguenza, anche avere una buona forza del core permette di mantenere una posizione più stabile durante tutto il corso della gara.
Abilità motorie:
L’abilità motoria di un pilota consiste nel mantenimento di una posizione di guida più funzionale possibile. Nelle curve, per compensare la forza centrifuga, il pilota deve essere bravo a piegare la moto il più possibile evitando di scivolare. Nelle più moderne tecniche di guida il pilota sposterà il suo corpo verso l’interno della curva per inclinare di meno la moto con vantaggi evidenti per la superficie di contatto tra gomma e asfalto. Fondamentale in questo sport avere un buon feeling con la moto per impostare al meglio la velocità in rapporto al tipo di curva o rettilineo che si incontra. Sapere quando e quanto frenare e quando invece dare gas risulta fondamentale per ottenere buone prestazioni.
Anche durante la fase di rettilineo, il pilota deve essere in grado di rimanere il più basso possibile con il corpo, così da aumentare l'aerodinamicità e quindi la velcocità di punta.
Tipologia di riscaldamento comunemente utilizzata:
Il riscaldamento consiste in una serie di esercizi di mobilità articolare globale partendo dalla parte superiore del corpo (polso, gomito, spalla, core) per arrivare alla parte inferiore (bacino, ginocchio, caviglia).
La sessione di test che si svolge nella mattinata della giornata di gare permette di valutare il corretto set-up delle moto in vista della gara stessa.
Principali muscoli coinvolti (classificazione ascendente o discendente):
Agonisti:
Muscoli dell’avambraccio (in particolare flessori-estensori delle dita)
Bicipite brachiale
Muscoli del compartimento mediale della coscia nella fase di piegata
Muscolo gracile
Muscolo otturatore esterno
Muscolo adduttore breve
Muscolo adduttore lungo
Muscolo grande adduttore
Quadricipite
Sinergici:
Trapezio
Gran pettorale
Gran dorsale
Sternocleidomastoideo
Fissatori:
Cuffia dei rotatori
Deltoide
Core
Principali articolazioni coinvolte (classificazione ascendente o discendente):
Polso
Gomito
Spalla
Anca
Ginocchia
Caviglia
Gesti tecnici di base:
Posizione in piegata durante le curve
Posizione in rettilineo
Aspetti usuranti:
Nell'ambiente competitivo, il corridore è esposto a un insieme di stress esterni e interni. Le forze generate dalle brusche accelerazioni e decelerazioni (così come la gestione delle forze centrifughe), i movimenti tecnici e le posture della guida ad alta velocità (cioè frenare, curvare, cambiare direzione, aerodinamica penetrazione, ecc.) e il carico dell'apparecchiatura di protezione (cioè, casco, tuta, petto e paraschiena, stivali, guanti, ecc.), possono combinarsi per produrre notevoli carichi per il corpo di questi atleti. Inoltre, i rischi e i costi degli sport motoristici (vale a dire, incidenti, lesioni, alte prestazioni, equipaggiamento meccanico, viaggio, pneumatici, carburante, ecc.), in combinazione con la solita emozione sportiva/competitiva e con le pressioni mentali (cioè tensione, paura, ansia, ecc.), può rappresentare un carico notevole per la mente dei piloti.
Infortuni più frequenti:
Le fratture scheletriche sono la conseguenza più comune degli incidenti: le braccia sono la parte maggiormente colpita, in quanto proteggono un possibile urto (e quindi danno) a zone più rischiose, come la testa. In particolare, gli arti superiori, con la spalla, il polso e la mano in primis, sembrava essere la regione anatomica più frequentemente ferita.
L’infortunio più frequente è perciò quello al polso. L’alta velocità con la quale i piloti viaggiano in moto comporta traumi ad alta energia di tutte le strutture del polso e della mano.
VIDEO: