Fighting System
Autore: Mirco Specchia
mircospecchia.pt@gmail.com
Data di immissione del modello: 02/05/2023
Tipologia di sport:
Individuale
Situazionale
Di contatto
Da combattimento
Ambiente:
il jujitsu è uno sport da combattimento praticato indoor.
Gli incontri si svolgono su una particolare tipologia di tappeto chiamato tatami, che da regolamento dovrà coprire un'area di gara totale di 12m x 12m.
L'area di gara è caratterizzata da due zone di colore diverso ad indicare la distinzione tra area di combattimento, un quadrato centrale con i lati di 8m, e area di sicurezza, la restante superficie.
Materiali:
Gli atleti devono indossare un gi, abbigliamento composto da giacca e pantalone che richiamano il tipico kimono della tradizione orientale.
Il jujitsu gi dovrà necessariamente essere bianco e dovrà essere completato con una cintura rossa o blu, a seconda dell'ordine di comparsa dell'atleta nel tabellone di gara.
La giacca deve essere abbastanza lunga da coprire i fianchi, con maniche abbastanza larghe da consentire la presa e lunghe da coprire metà avambraccio ma non il polso.
Il pantalone deve essere lungo e largo abbastanza da coprire le tibie.
La cintura va legata con un nodo piano, abbastanza stretta in modo tale da impedire che la giacca sia troppo larga e abbastanza lunga da permettere di compiere due giri intorno alla vita, lasciando 15 cm di cintura per ogni lato del nodo.
Alle atlete è richiesto di indossare un indumento bianco sotto la giacca (maglietta, body o rush-guard), per gli uomini è consentito ma non obbligatorio. L'utilizzo dello hijab è consentito.
I concorrenti devono indossare protezioni morbide e leggere per mani, piedi e tibie abbinate al colore della cintura (rossa o blu).
Le protezioni devono essere in schiuma morbida e devono avere uno spessore di 1-2 cm.
E' consentito l'utilizzo del paradenti e del sospensorio; risultano invece obbligatori questi ultimi per le categorie maschili U18.
Alle atlete è consentito indossare una protezione per il torace.
Equipaggiamenti protettivi aggiuntivi devono essere morbidi e sottili abbastanza da non ostacolare la presa dell'avversario.
Obiettivo:
Il combattimento ha una durata di 3 minuti ed è diviso in tre parti: la prima parte vede i due atleti impegnati in combattimenti a distanza e attacchi controllati con braccia e gambe, definiti atemi, verranno infatti portate tecniche di pugno e di calcio similari a quelle che siamo abituati a vedere nel karate. Una volta effettuata una presa, il combattimento entra nella parte II e i colpi non sono più consentiti. I contendenti cercano di prevalere a vicenda sull'altro con varie tecniche di proiezione, similari a quelle del judo.
I punti vengono assegnati in base a quanto pulite ed efficaci vengono giudicate le azioni. Dopo che una proiezione va a segno, il combattimento entra nella sua parte III, qui vengono dati punti per tecniche di immobilizzazione, strangolamenti controllati o leve articolari che portano l'avversario alla resa.
Punti e penalità devono essere dati dalla maggioranza degli arbitri.
Il vincitore è l'atleta che ha accumulato più punti durante il combattimento o quello che ha eseguito un Ippon, ovvero un punto pulito, in ognuna delle tre parti, vincendo quindi per Full Ippon. In questo caso, il combattimento terminerà prima che scadano i tre minuti di tempo.
I punteggi che un atleta può ottenere durante un combattimento vengono riassunti in:
Ippon : vale 2 punti e rappresenta il colpo portato nella sua massima espressione del gesto tecnico, pulito ed efficace; vale 3 punti nei casi in cui durante la parte I vada a segno una tecnica di calcio portata alla testa e/o durante le parti II e III, se in seguito a leva articolare/soffocamento/immobilizzazione, l'avversario batte tre volte in segno di resa.
Waza-ari : vale 1 punto, viene assegnato in seguito ad un atemi od una proiezione parzialmente efficaci.
Le penalità:
Shido: viene assegnato un waza-ari all'avversario (1 punto), corrisponde ad una sanzione lieve
Chui: vengono assegnati tre waza-ari (3 punti) all'avversario, corrisponde ad una sanzione grave.
Se un atleta arriva a commettere sanzioni per un totale di 6 punti (2 chui, 1 chui e 3 shido, ...) perde l'incontro per hansoku-make.
Difficoltà (da 0 a 5):
Condizionale: 5
Coordinativa: 5
Intellettiva: 4
Inizio pratica agonistica (età):
Fanciulli - U10
Fino a 9 anni
Ragazzi - U12
10-11 anni
Esordienti A - U14
12-13 anni
Esordienti B - U16
14-15 anni
Cadetti - U18
16-17 anni
Juniores - U21
18-20 anni
Seniores/Adults
21/35 anni
Master
+35 anni
Inizio pratica professionistica:
L'inizio della pratica professionistica può coincidere con il reclutamento dell'atleta all'interno di un gruppo sportivo delle forze armate.
Gli atleti vengono suddivisi in categorie oltre che per l'età, anche per categorie di peso
Maschile: -56 kg; -62 kg; -69 kg; -77 kg; -85 kg; -94 kg; +94 kg.
Femminile: -45 kg; -48 kg; -52 kg; -57 kg; -63 kg; -70 kg; +70 kg.
Sport Non Olimpico:
il jujitsu non rientra tra gli sport olimpici, ma partecipa tra gli sport presenti nei World Sports Games, oltre ad avere campionati continentali e mondiali nel circuito della federazione internazionale di riferimento, la JJIF.
In Italia attualmente la federazione di riferimento per competizioni e titoli nazionali è la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali), per quanto riguarda le gare fuori dal Bel Paese invece, l'accredito internazionale appartiene da anni alla FJJI (Federazione JuJitsu Italia).
Demografia: quanti lo praticano, chi lo pratica (genere), diffusione geografica:
Europa (JJEU): 36 stati membri
Africa (JJAFU): 9 stati membri
Asia (JJAU): 36 stati membri
Oceania: 3 stati membri
Pan-America: 18 stati membri
Frequenza gare:
A livello internazionale il calendario gare è ogni anno molto ricco di eventi, le gare variano infatti in un range tra i 2 e i 6 appuntamenti al mese.
In Italia questo sport non ha ancora tantissimo seguito e il calendario varia, ma ci sono comunque diversi appuntamenti per quanto riguarda i vari trofei regionali e interregionali, i campionati nazionali e la coppa Italia.
Record mondiale (se esistente):
Attualmente non vi sono informazioni riguardo a record mondiali riguardo a questa specialità del jujitsu.
Somatotipo:
Il somatotipo prevalentemente presente in questa tipologia di sport è il mesomorfo, ma essendo uno sport da combattimento che prevede delle categorie di peso è difficile stabilire un unico somatotipo perchè varia molto in base alle categorie.
Morfotipo:
Esattamente come per il somatotipo, anche per il morfotipo risulta difficile indivuarne uno standard, essendo presenti le categorie di peso vi è una grande varietà di tipologie di fisici e altezze.
Distanza della prestazione:
/
Durata:
Di un combattimento: 3 minuti effettivi, può finire prima in caso di Full Ippon.
Nel caso in cui allo scadere dei 3 minuti i concorrenti siano in parità di punteggio, viene assegnato un minuto di combattimento aggiuntivo.
Frequenza cardiaca:
Non vi è letteratura scientifica specifica su questo tipo di disciplina, ma essendo uno sport da combattimento che si avvicina molto alla tipologia di impegno richiesto dal karate e dal judo, e anzi possiamo quasi dire che mescola ed unisce i due sport, l'impegno cardio-ventilatorio che si raggiunge durante un combattimento è molto vicino al VO2MAX, possiamo stimare una FC intorno al 90% della FC max.
Tipologia di lavoro:
Aciclico
Sistema energetico coinvolto:
Il Fighting System è una disciplina ad alta intensità che richiede un impegno di forza e potenza elevate in tempi molto brevi, per questo motivo il metabolismo energetico maggiormente coinvolto è quello aerobico-anaerobico alternato.
Alimentazione e idratazione:
Come in tutti gli sport da combattimento che richiedono di rientrare in determinate categorie di peso, lontano dalle gare, in fase di preparazione, l'alimentazione è sana ed equilibrata, con l'obietivo di arrivare al limite -e anche oltre- della propria categoria e massimizzare lo sviluppo di forza e potenza che si costruiscono durante gli allenamenti.
Quando ci si avvicina alle competizioni invece, agli atleti nella stragrande maggioranza dei casi è richiesto di partecipare in una categoria in cui il limite di peso è inferiore al peso attuale dell'atleta, per questo motivo una o due settimane prima della gara gli atleti si sottopongono a quello che è conosciuto come calo peso o taglio del peso, seguendo diete decisamente poco bilanciate che prevedono l'assunzione di scarsissime quantità di calorie e tagliando quasi completamente i liquidi, proprio perchè l'obiettivo primario non è quello di dimagrire ma quello di perdere più liquidi possibili, in modo da modificare il peso sulla bilancia senza perdere la massa magra dell'atleta.
A livello professionistico il tutto è comunque gestito da uno o più specialisti che collaborano tra loro al fine di portare l'atleta alla sua massima resa possibile in termini di performance.
Capacità motorie:
Capacità condizionali
Forza, forza rapida, per poter avere contrazioni muscolari veloci; forza resistente per poter resistere a carichi di lavoro a lunga durata; forza massimale per esprimere la massima forza con contrazioni muscolari volontarie;
Resistenza, dovuta all'impegno aerobico del combattimento;
Rapidità, di azione e reazione, per rispondere prontamente ai molteplici stimoli della gara e dell'avversario.
Capacità coordinative
Apprendimento, per poter assimilare e interiorizzare gestualità tecniche più o meno specifiche attraverso gli analizzatori visivi, tattili, acustici e cinestesici attivi durante la pratica sportiva;
Controllo, per poter realizzare nella maniera più efficiente possibile un pattern motorio che si era dapprima pensato;
Adattamento, Reazione e Trasformazione, per modificare rapidamente i movimenti o le azioni in base agli stimoli e alle variabili del combattimento;
Equilibrio e Orientamento, per direzionare i segmenti corporei nello spazio e mantenere o ripristinare in modo rapido la condizione di stabilità, in seguito ad elementi ostacolanti rappresentati dall'avversario.
Tra le capacità speciali da non sottovalutare abbiamo la
Mobilità articolare e Flessibilità, per eseguire i gesti tecnici in modo efficiente e per prevenire gli infortuni.
Abilità motorie:
I FASE
Parate
Schivate
Cambi di direzione e finte
Tecniche d'attacco di pugno e di calcio
II FASE
Squilibrio
Posizionamento
Tecniche di proiezione
III FASE
Posizionamento
Tecniche di immobilizzazione e strangolamento
Schemi motori:
I FASE
Saltellare
Spostamenti rapidi in tutte le direzioni
Calciare
II FASE
Camminare
Afferrare
Lanciare
Rotolare
III FASE
Strisciare
Afferrare
Rotolare
Piani di lavoro:
Piano Frontale
Piano Sagittale
Piano Trasversale
Tipologia di riscaldamento comunemente utilizzata:
Generalmente si parte da un riscaldamento generale che può prevedere della corsa e delle andature per attivare i sistemi cardiaco e ventilatorio e quindi alzare la temperatura corporea, dopodichè si passa ad esercizi di mobilità e stretching sia dinamico che statico, per arrivare ad esercizi di condizionamento e attivazione neuromuscolare, questi ultimi spesso richiamano i gesti tecnici;
Successivamente, per iniziare ad approcciarsi alle proiezioni e alla gestione dei propri segmenti corporei nello spazio, si eseguono tecniche di caduta, capovolte ed elementi ginnastici come verticale-capovolta, capovolta indietro alla verticale, ruota, rondata...il tutto impegna tra i 35 e i 45 minuti, terminati i quali si svilupperanno tutta una serie di esercizi in progressione per l'allenamento tecnico-tattico.
Principali muscoli coinvolti (classificazione ascendente o discendente):
Il Jujitsu è uno sport da combattimento che richiede un impegno muscolare elevato e completo. Il combattimento del Fighting System si sviluppa in tutte le direzioni e su tutti i piani di movimento e coinvolge il corpo nella sua interezza, pertanto risulta difficile determinare muscoli più o meno coinvolti nelle azioni, muscoli agonisti, antagonisti o sinergici; soprattutto in ragion del fatto che sono presenti sia tecniche di gamba che di braccio, proiezioni effettuabili sia in spinta che in tirata, senza contare tutta la parte di newaza, ovvero il combattimento a terra.
Principali articolazioni coinvolte (classificazione ascendente o discendente):
Come spiegato sopra, anche per le articolazioni possiamo effettuare lo stesso ragionamento utilizzato per i muscoli, volendo ragionare in termini discendenti possiamo trovare come articolazioni coinvolte:
Articolazioni della colonna
Cranio-vertebrali
Articolazioni tra i corpi vertebrali e tra i processi articolari
Lombosacrale
Articolazioni della spalla
Gleno-omerale
Coraco-omerale
Sottodeltoidea
Sottoacromiale
Sottocoracoidea
Sottoscapolare
Articolazioni del gomito
Omeroulnare
Omeroradiale
Articolazione dell'anca
Articolazioni del ginocchio
Femoro-rotulea
Tibiofemorale
Articolazioni della caviglia
Tibiotarsica mediale e laterale
Gesti tecnici di base:
I FASE
TECNICHE DI PUGNO
A pugno chiuso
Kizami-zuki, pugno diretto portato con il braccio corrispondente alla gamba avanzante;
Gyaku-zuki, pugno diretto portato con il braccio opposto alla gamba avanzante;
Uraken, colpo portato con il braccio extraruotato, il pugno arriverà a bersaglio con il dorso della mano, viene eseguito con il braccio corrispondente alla gamba avanzante.
A mano aperta
Haito, colpo portato con il braccio intraruotato, l'atemi arriverà a bersaglio con il dorso della mano o con il taglio della mano dal lato del pollice.
TECNICHE DI CALCIO
Mae-geri, calcio frontale, il colpo viene portato con la pianta del piede, definita koshi;
Yoko-geri, calcio laterale, colpo portato con la gamba intraruotata, il calcio andrà a beraglio con il taglio del piede, definito sokuto;
Mawashi-geri, calcio laterale eseguito con il dorso del piede, definito haisoku;
Ura Mawashi-geri, calcio circolare che colpisce l'avversario nell'emilato opposto a quello della gamba che porta il colpo, va a bersaglio con la pianta del piede, definita teisoku.
II FASE
TECNICHE DI BRACCIA, te-waza
TECNICHE DI ANCA, koshi-waza
TECNICHE DI GAMBA, ashi-waza
TECNICHE DI SACRIFICIO SULLA SCHIENA, masutemi-waza
TECNICHE DI SACRIFICIO SUL FIANCO, yoko sutemi-waza
III FASE
PASSAGGI DI GUARDIA, consiste nel riuscire a superare la guardia dell'avversario, ovvero le sue gambe passando da una posizione di svantaggio a una di mezza-guardia o di vantaggio;
MONTA, prevede un controllo dell'avversario in posizione supina o prona, posizionandosi con il proprio corpo sopra quello dello sfidante;
TECNICHE DI IMMOBILIZZAZIONE, osaekomi-waza;
TECNICHE DI SOFFOCAMENTO, shime-waza;
TECNICHE DI LEVA ARTICOLARE, kansetsu-waza;
Aspetti usuranti:
Tra gli aspetti usuranti troviamo in primis la violenza dei colpi a cui gli atleti sono sottoposti in gara, che possono causare diversi tipi di infortuni sia a chi li riceve che, se non eseguiti con la tecnica corretta, a chi li porta; poi vi è l'aspetto delle proiezioni al suolo, nonostante quest'ultimo sia morbido per via del tatami, nel lungo termine può portare a problematiche per la colonna, per le anche e per le spalle; il tatami inoltre, essendo morbido ma non elastico, fa si che non restituisca forza elastica e il saltellare in modo continuativo può recare danno nel lungo termine alle articolazioni del ginocchio; infine l'esposizione a leve articolari ripetute nel tempo può risultare dannoso per l'articolazione di gomito e ginocchio.
Infortuni più frequenti (distretto anatomico):
TIPI DI LESIONE:
Gli infortuni più frequenti sono distorsioni, principalmente dei distretti della caviglia e della mano; stiramenti e contusioni.
Meno frequenti ma comunque possibili sono le lussazioni, in particolar modo della spalla; gli strappi e le fratture.
DISTRETTI ANATOMICI INTERESSATI
Per quanto riguarda la I e la II fase gli infortuni interessano principalmente le estremità del corpo, in particolare la mano (30%), il ginocchio (28%) e la spalla (20%), ma possono venire coinvolti anche caviglia, gomito e busto, con lesioni più o meno gravi al costato in seguito a cadute brusche sul tatami, atemi particolarmente impattanti o movimenti rapidi di torsione del busto in posizioni non corrette.
Nella III fase il discorso è analogo per quanto riguarda i distretti interessati, ma originano prevalentemente dalle leve articolari.
Test specifici:
Superamento ostacolo e atemi
Handgrip test
Dynamic judogi chin up
Isometric judogi chin up
Ju Jitsu Anaerobic Performance Test (JJAPT)
Video:
Bibliografia:
Bruyere F. (2021) Materiale didattico Scienze e Tecniche Avanzate dello Sport, Corso di Sport da CombattimentoElena Pocecco et al. (2013 )Injuries in judo, a systematic literature rewiew including suggestions for preventionFrassinelli S. (2021) Materiale didattico Scienze e Tecniche Avanzate dello Sport, Corso di Sport da CombattimentoJames F. Scoggin 3rd et al. (2014) Assessment of injuries during Brazilian Jiu-Jitsu competitionKenneth S. Saladin (2017) Anatomia Umana, Piccin editoreLoria S. (2021) Materiale didattico Scienze e Tecniche Avanzate dello Sport, Corso di Sport da CombattimentoMontassar Tabben et al. (2013) Physiological and Perceived Exertion Responses during International Karate Kumite CompetitionSito ufficiale della FIJLKAMSito ufficiale della JJIF