Autore: Simona Di Dio Martello
Data di immissione del modello: 6/02/2024
Tipologia di sport:
Individuale
Da combattimento
Situazionale
Tecnico-Combinato
Di percussione
Rischioso
Ad alto impatto cognitivo
Ambiente:
Gli incontri si svolgono regolarmente sul ring, un recinto delimitato da corde tese tra quattro pali equidistanti, su una piattaforma di legno. Piattaforma orizzontale, perfettamente piana, di legno solido e ben unito, coperta per intero (e cioè fino all’estremo bordo) da un feltro o da analogo materiale plastico morbido (materassina) sul quale è posto un tappeto, ben teso, di tela forte. I giri di corda, in numero di tre o quattro, sono tesi ciascuno mediante quattro tenditori (uno per angolo) collegati orizzontalmente ai pali. Le corde devono risultare orizzontali e, in ciascun lato del quadrato, sullo stesso piano verticale. Sono collegate verticalmente, per ogni lato del quadrato, mediante due strisce di materiale forte, ben fisse e ben tese, collocate a ciascun terzo di ogni lato, che non permettano lo scorrimento verticale delle corde. Il ring inoltre deve essere munito, in ognuno dei quattro angoli, di cuscini che partono dalla prima corda ed arrivano fino all’ultima. Gli angoli occupati dagli atleti si distinguono in: angolo rosso (alla sinistra del tavolo della giuria), angolo blu (diagonalmente opposto al primo); gli angoli neutri sono di altro identico colore.
In casi eccezionali gli incontri potranno essere disputati all’interno della “gabbia” in uso in altre discipline (tipo Shoot Boxe) previa richiesta scritta agli organi preposti; Commissione Gare e/o Dirigenti di Settore e/o Commissari di Riunione e sentita la CNA.
A bordo ring devono essere predisposte le seguenti attrezzature: tavoli e sedie per gli ufficiali di gara, un gong o una campanella, cronometri, cartellini per arbitri e giudici, un kit per il pronto soccorso con guanti per gli arbitri, da usare negli incontri, e carta o altro materiale morbido, un microfono collegato al sistema audio.
Materiali:
Strumentazione specifica tecnica:
Guantoni da sparring di 12-14-16 oz
Guantoni da sacco di peso variabile per cui il pollice può essere scoperto
Guantoni da combattimento di 8/10 oz
Paradenti
Conchiglia
Paratibie
Paraseno
Caschetto
Fasce
Cavigliere
Ginocchiere (in allenamento)
Strumentazione di protezione obbligatoria:
Caschetto, paradenti, guanti (salvo diverse disposizioni), parainguine, paratibie del tipo in uso nella federazione internazionale di riferimento. E’ vietata la scarpetta parapiedi e paratibia a calza. Ad ogni modo per divisa e protezioni, si applicano le disposizioni indicate dalla federazione internazionale di riferimento
Il casco deve essere applicato in modo che non si sposti durante l’incontro e che non limiti la visibilità, i capelli lunghi devono essere “fissati” in maniera che non disturbino il regolare svolgimento del match
I pantaloncini devono coprire minimo mezza coscia e massimo tre quarti di essa. Le ginocchia devono essere ben visibili. Devono avere un elastico in vita largo 8/10 cm. Non sono ammessi pantaloncini con tasche, nomi, scritte o loghi di altri sport o caratteristici di altri sport
I guantoni devono essere di materiale morbido e liscio (pelle, similpelle o materiale sintetico), con imbottitura uniforme distribuita sul dorso e al livello del polso e prima parte dell’avambraccio. I guantoni potranno ulteriormente essere assicurati alle mani da un giro di nastro garzato ma non di scotch o di altro materiale plastico
Gli uomini indossano obbligatoriamente la conchiglia a protezione dell'area inguinale. Tale conchiglia può essere in materiale plastico o in alluminio, in base al livello della competizione potranno utilizzare o meno i paratibie e/o il caschetto ( i professionisti combattono solamente con guantoni, parandeti e conchiglia)
Le donne indossano il paraseno ed un'adeguata protezione pelvica ( dilettanti e professioniste avranno, come per gli uomini, disposizioni differenti)
Il bendaggio per le mani, il cui uso è obbligatorio, è costituito da una benda di garza (lunghezza massima m. 2,50 e larghezza massima cm. 5) o da una benda tipo Velpeaux (lunghezza massima m. 2 - larghezza massima cm. 5). Il bendaggio deve coprire il polso, i metacarpi e giungere fino alla metà delle prime falangi delle dita della mano. Il bendaggio alla sua estremità deve essere assicurato al polso mediante l’applicazione di una fettuccia di nastro garzato affinché non esca dai guantoni. Il bendaggio dovrà essere controllato dall’arbitro prima che l’atleta infili i guantoni, all’inizio del combattimento
Il paradenti deve essere di materiale gommoso, morbido e flessibile. Può proteggere solo l’arcata dentale superiore, è consentito inoltre l’utilizzo di un paradenti configurato su apparecchio ortodontico.
Obiettivo:
Punteggio:
Ai punti: entrambi gli atleti concludono il match.
Pareggio: non è ammesso per gli incontri di attività Istituzionale. Se un giudice alla fine di una gara registra sul cartellino un punteggio uguale, deve assegnare la vittoria per preferenza ad uno dei due atleti.
Sconfitta dell’avversario:
K.O.: L'atleta subisce un colpo che può causare perdita di coscienza, motivo per il quale si interrompe la competizione con eventuale intervento medico. L’arbitro deve obbligatoriamente comunicare ciò che avviene a giuria e giudici confermando il verdetto.
K.O.T.: l'arbitro ritiene che uno dei due contendenti non è in grado di proseguire l'incontro dopo tre conteggi in un round o quattro durante l'intera competizione.
Sospensione Cautelare (SC): Nel caso in cui il tecnico ritenga che il proprio atleta non sia più in grado di continuare il match poiché tecnicamente o atleticamente inferiore all’avversario, deve richiamare l’attenzione dell’arbitro e/o del medico di bordo-ring manifestando la propria volontà di ritirare l’atleta. Il verdetto sarà di Sospensione Cautelare (SC), e non di abbandono (ABB). Si applica a condizione che non si sia verificato più di un conteggio (KD) all’atleta che si vuole ritirare. L’atleta viene sottoposto ad un fermo di 7 giorni.
Vittoria per Abbandono (ABB): Qualora un atleta o il suo secondo principale, per giustificato motivo, dimostri in maniera inequivocabile la volontà di far sospendere l’incontro, il verdetto sarà di vittoria dell’avversario per Abbandono. La volontà di far sospendere l’incontro non può essere manifestata durante il conteggio dell’arbitro.
Vittoria per assenza dell’avversario (WO): Il verdetto di Walk Over è previsto solo negli incontri di Torneo o Campionato. Ha luogo quando l’arbitro dichiara l’assenza dell’avversario, dopo che questi sia stato chiamato con l’altoparlante e che non si sia presentato sul quadrato entro due minuti che partiranno dopo la terza chiamata.
No-Contest: È pronunciato il verdetto di no-contest, nei seguenti casi: quando l’arbitro squalifica entrambi gli atleti; quando durante la prima ripresa un incontro di attività istituzionale deve essere interrotto per sopravvenute circostanze di forza maggiore e non può essere fatto proseguire; quando durante la prima ripresa deve essere interrotto per il ripristino di una delle protezioni obbligatorie e ciò non si rende possibile entro il termine di cinque minuti;
Intervento medico: sospensione decretata dal Medico che ritiene l'atleta non in grado di continuare l’incontro dopo aver riportato ferite o infortuni durante l'incontro.
Squalifica: qualsiasi partecipante alla competizione può essere squalificato per violazione delle regole o per comportamento antisportivo. Esistono due tipi di squalifica:
• Squalifica Tecnica: tecnica può essere assegnata per violazione non intenzionale delle regole durante il combattimento (uscite, avvertimenti, punti meno, numero di calci, ecc.). L’atleta squalificato per squalifica tecnica mantiene il diritto di essere premiato in base al risultato prima della squalifica.
• Squalifica Comportamentale: può essere assegnata per violazione intenzionale delle regole durante il combattimento che può portare a lesioni dell'avversario. La Squalifica comportamentale può anche essere assegnata per comportamento antisportivo (imprecazioni, urla, gesti inappropriati verso l'avversario/il suo allenatore/arbitro e/o qualsiasi altro ufficiale o spettatori); L’atleta squalificato per comportamento antisportivo perde il diritto di essere premiato.
Difficoltà (da 0 a 5):
Il combattente che pratica Kickboxing con regolamento K1-RULES è dotato di svariate capacità e abilità, queste acquisite con estrema dedizione, pazienza e tecnica.
Condizionale: 5
Coordinativa: 5
Intellettiva: 4
Inizio pratica agonistica:
Gli atleti sono divisi in categorie a seconda della loro età anagrafica. Viene presa come riferimento l’anno di nascita e non il giorno del compleanno. La classificazione dei combattenti si distingue ulteriormente in specifiche classi dalla N (principiante) alla A (professionista), questa distinzione è definita dal numero di incontri vinti dall'atleta e non dal numero dei match disputati.
Vince la classe N -3
Vince la classe C +3
Vince la classe B +6
Vince la classe A +12
Categorie Contatto leggero:
Juniors (J): dal giorno in cui l’atleta compie 15 anni fino al compimento del 19esimo anno di età
Younger Juniors (YJ): 15 e 16 anni, nell'anno della competizione, il kickboxer può avere 15 e 16 anni
Older Juniors (OJ): 17 e 18 anni, nell'anno della competizione, il kickboxer può avere 17 e 18 anni.
Inizio pratica professionistica:
Categorie Contatto pieno:
Seniores: uomini e donne dal giorno in cui compie il 19° anno al giorno in cui compie il 40° anno.
Sport promozionale
WAKO - World Association of Kickboxing Organizations: Federazione Ufficiale riconosciuta dal CIO, ha iniziato la sua attività in Europa nel 1976 ed è stata fondata a Berlino, Germania, il 26 febbraio 1977. Il fondatore è stato il signor Georg Bruckner di Berlino, che nel 1978 ha promosso i primi Campionati del mondo di karate semi e full contact (come inizialmente veniva chiamata la disciplina a quei tempi) con 110 concorrenti in rappresentanza di 18 paesi. WAKO creò immediatamente le regole e i regolamenti per i nuovi sport da combattimento compresi pugni (tecniche di mano) e calci (tecniche di gamba) per combattimenti amatoriali con il massimo utilizzo di attrezzature di sicurezza. Il nuovo termine KICKBOXING fu adottato ufficialmente per definire lo sport e WAKO iniziò ad agire , fin dall'inizio, come l'autentica Federazione Kickboxing nel mondo.
Federkombat: Federazione Italiana di kickboxing, Muay thai, Savate, ShootBoxe, Sambo.
FIGHT1: Ente di promozione che ha come attività tutte le discipline della Kickboxing a contatto pieno (Kick) e a contatto leggero (Kick Tecnica), nonché quelle relative alla Thai Boxe (Muay Thai, Fight Code Rules e Fight Code Tecnica) e quelle di MMA a contatto pieno e leggero. Le discipline del Light Contact, Arti Marziali, Grappling e Difesa Personale sono inserite in un apposito contenitore denominato Tatami 1.
ISKA - International Sport Kickboxing Association: promuove e organizza eventi internazionali di Sport da Combattimento, per il quale è richiesta in particolar modo la partecipazione di professionisti. I promotori di un torneo, un concorso o un gala sono responsabili di tutte le informazioni:
a) luogo, data e il nome dell'evento
b) disciplina e punteggio dell’evento
c) K.O., la sospensione o la rinuncia
Demografia: quanti lo praticano, chi lo pratica (genere), diffusione geografica:
La kickboxing, raccogliendo l’eredità delle tradizionali discipline di lotta orientali, ne costituisce un’evoluzione. Nel corso degli anni ‘60 in Giappone il karate si era sviluppato verso forme di contatto reale tra i lottatori; questa evoluzione delle arti marziali trovò negli Stati Uniti un terreno favorevole per attecchire. Negli anni ‘70 venne ideata una nuova forma di combattimento, il karate full contact che prese il nome di kickboxing e da metà decennio venne introdotto anche in Europa. Il K-1 nasce in Giappone nel 1993, un torneo per il quale vengono convocati atleti praticanti diverse Arti Marziali tra cui Karate, Taekwondo, Muay Thai, KickBoxing e Full Contact e, seguendo un regolamento specifico raggruppa le principali regole di ogni disciplina, creandone di fatto uno suo. Colpi di braccia dalla Boxe (jab, ganci, montanti, pugno girato) e le ginocchiate sono le tecniche autorizzate. L’utilizzo di gomitate (Muay Thai) e tecniche di presa e proiezione (escluso il clinch), soffocamento e combattimento a terra porteranno a sanzioni l’atleta.
Si è giunti ora ad avere un ottimo seguito di atleti, istruttori ed appassionati desiderosi di penetrare sempre più a fondo questo mondo. Oggi Francia, Olanda ed Inghilterra sono le nazioni leader nello sviluppo dalla Kickboxing.
Frequenza gare:
L'organizzazione delle gare e la partecipazione degli atleti dipende direttamente dalla federazione per cui si combatte oltre eventualmente al tipo di contratto stipulato dall'ente di promozione per cui si è stati ingaggiati.
Record mondiale:
ISKA
Mattia Faraoni 90 kg K-1 2023
Yuri Farcras -95 kg Full Contact 2022
Christian Guiderdone -75 kg K-1 2023
Cristina Morales -48 kg K-1 2020
Kana Morimoto -52 kg K-1 2019
Principali articolazioni coinvolte (classificazione discendente):
Articolazione sterno-clavicolare
Articolazione acromio-clavicolare
Articolazione gleno-omerale o scapolo-omerale
Articolazioni del gomito:
Articolazione omero-ulnare
Articolazione omero-radiale
Articolazione radio-ulnare prossimale
Articolazione radio-carpica
Articolazione coxo-femorale
Articolazione femoro-tibiale e femoro-patellare
Articolazione tibio-tarsica
Articolazione del ginocchio:
Che coinvolge femore, tibia, perone e rotula
Somatotipo:
Nella KickBoxing K-1-rules, come previsto nella maggior parte degli sport da combattimento vi è una suddivisione specifica delle categorie di peso per cui si compete, questo determinerà il somatotipo dell'atleta. Uno studio in particolare ha dimostrato che il profilo maggiore del combattente sia per lo più mesomorfico, con valori compresi tra 4,3 e 5,9 correlato all'elevata percentuale di massa muscolare. E' importante dunque mantenere un'ottima composizione corporea per poter fronteggiare l'alto dispendio energetico richiesto dalla competizione limitando inoltre il rischio di infortunio. Sono state riscontrate differenze statistiche tra kickboxer sub-élite e dilettanti; quest'ultimi hanno rilevato livelli di grasso corporeo molto basso, circa il 12% mentre per i sub-élite il grasso corporeo raggiunge valori dell’8-9%. Tra i metodi utilizzati vi è la misurazione delle pliche cutanee.
Categorie di peso maschili (Seniors e Juniors):
MOSCA (Bantam weight) -54 kg
PIUMA (Feather weight) -57 kg
LEGGERI (Light weight) -60 kg
WELTER JUNIOR (Light welter-weight) -63.5 kg
WELTER (Welter weight) -67 kg
MEDIO LEGGERI (Light middle-weight) -71 kg
MEDI (Middle weight) -75 kg00
MEDIO MASSIMI (Light heavy weight) -81 kg
MASSIMI LEGGERI (Cruiser weight) -86 kg
MASSIMI (Heavy weight) -91 kg
SUPER MASSIMI (Super heavy weight) +91 kg
Categorie di peso femminili (Seniors e Juniors):
MOSCA (Bantam weight) - 48 kg
PIUMA (Feather weight) - 52 kg
LEGGERI (Light weight) - 56 kg
MEDI (Middle weight) - 60 kg
MEDIO MASSIMI (Light heavy weight) - 65 kg
MASSIMI FINO (Heavy weight) - 70 kg
SUPER MASSIMI (Super heavy) +70 kg
Per concludere è importante osservare che l'ampia gamma di categorie di peso presenti negli sport da combattimento, renderà più complesso stabilire il somatotipo ideale dell'atleta.
Morfotipo:
Altezza media: Dipende dalla categoria di peso ed all'interno di una stessa categoria i morfotipi possono essere molto differenti.
Peso medio: Le categorie di peso con più atleti sono quelle comprese tra i 70 kg e gli 80 kg per gli uomini e tra 50 kg e i 60 kg per le donne.
Distanza della prestazione:
La distanza che intercorre tra un incontro e l'altro dipende da diversi fattori: la partecipazione a tornei, per i quali vi è la possibilità di competere più di una volta al giorno; la convocazione per titoli nazionali, europei e mondiali.
La distanza tra una prestazione e l'altra può variare a seconda dell'organo che organizza l'evento; la sconfitta per K.O. che richiederà un fermo forzato; squalifiche tecniche o comportamentali che prevedono l'allontanamento dell'atleta; infortuni.
Durata:
La kickboxing richiede abilità complesse ed eccellenza tattica per avere successo, un incontro generalmente è composto da 3 round della durata di 2 minuti ciascuno con una pausa di 1 minuto tra una ripresa e l’altra. Il tempo scorre continuamente e può essere chiamato o fermato dall'arbitro solo in casi particolari, come ad esempio sistemare l'equipaggiamento, l'uniforme, oppure lo svolgersi di azioni dannose commissione di un fallo. Gli incontri Professional Full Contact saranno cinque o più, fino ad un massimo di dodici round mentre per gli incontri senza titolo la durata massima sarà di dieci round. Secondo le regole del contatto pieno, mondiale, europeo, intercontinentale e nazionale, il numero dei round può variare tra 12 e 5 round a seconda della disciplina per cui si compete.
Durante l’incontro l’arbitro in servizio avrà il compito di usare i seguenti ordini;
STOP, per ordinare agli atleti di interrompere l’incontro, effettuando un passo indietro;
BREAK, per ordinare agli atleti di separarsi, effettuare un passo indietro e riprendere la gara;
FIGHT per ordinare agli atleti di iniziare o riprendere la gara.
La struttura temporale del match è stata determinata e classificata in 3 fasi:
Attività preparatoria: inizia e termina dopo il segnale dell'arbitro
Tempo di combattimento: fase attiva dove avviene lo scambio tra i 2 atleti
Tempo di arresto: l'arbitro interrompe il combattimento fermando le azioni dei due combattenti
Frequenza cardiaca:
Fc media: 166.23 ± 3.13 bpm
Fc min: 141.11 ± 3.02 bpm
Fc max: 182.12 ± 4.34 bpm
Tipologia di lavoro:
La kickboxing come la maggior parte degli sport da combattimento, è caratterizzata da un sistema di lavoro aciclico.
Sistema energetico coinvolto:
Aerobico
Anaerobico
Uno studio sulle esigenze fisiologie in un incontro di boxe e di Muay Thai, ha osservato il coinvolgimento del metabolismo aerobico e anaerobico. Data la produzione eccessiva di CO2, il consumo di ossigeno e la frequenza cardiaca lo studio ha stabilito che sono attività fisicamente impegnative con un grande coinvolgimento del turnover energetico sia aerobico che anaerobico. La competizione e le simulazioni hanno dimostrato che la kick boxing abbia una richiesta anaerobica elevata per via dell'utilizzo degli arti inferiori, ciò che rende questo sport di fatto dinamico, intermittente e ad alta intensità.
Alimentazione e idratazione:
Negli sport da combattimento gli atleti vengono classificati in categorie in base al sesso ed al peso. Quest'ultimi tentano di competere contro un avversario più leggero riducendo la loro massa corporea prima del peso ufficiale (taglio del peso). I metodi utilizzati comportano la restrizione dell'apporto energetico, la riduzione totale dei liquidi corporei e/o seguire pratiche mediche pseudo estreme. Non è del tutto chiaro l'effetto che queste pratiche hanno sugli atleti, studi suggeriscono conseguenze negative, nulle che compromettono le prestazioni negli sforzi ripetuti. Non è chiaro se il vantaggio derivante dalla competizione contro un avversario più piccolo superi la riduzione osservata della capacità fisica. Nessun atleta dovrebbe essere incoraggiato a perdere peso rapidamente per poter competere in una categoria più leggera. Se un’atleta ha bisogno di regolare il suo peso corporeo, ci sono strategie che si possono seguire per contribuire a ridurre al minimo i potenziali effetti negativi:
Graduale perdita di peso.
Gli atleti dovrebbero mirare a massimizzare la perdita di grasso corporeo e minimizzare la perdita muscolare e la disidratazione.
Un atleta che ha bisogno di fare un taglio del peso del 5% per affrontate un match dovrebbe rinunciare a questa operazione perché molto dannosa per la propria salute
Gli atleti di kick boxing non devono seguire diete a basso contenuto di carboidrati.
Durante il periodo di recupero dopo la pesata, agli atleti è consigliato di consumare grandi quantità di carboidrati e fluidi. L’integrazione di creatina può anche essere utile all'atleta.
Abilità motorie:
Le abilità motorie nella K1-RULES sono tutte le azioni e i movimenti specifici della disciplina che, attraverso la ripetizione del gesto, vengono automatizzate; movimenti di attacco e di difesa, deviazioni, schivate, blocchi, spostamenti e fase di clinch.
I movimenti di attacco: pugni, calci e ginocchiate.
Le parate/difesa: consentono all'atleta di difendersi senza subire passivamente la violenza del colpo, utilizzando una parte del corpo particolarmente resistente e protetta.
Le deviazioni: consistono nel ridirigere la forza del colpo al di fuori del bersaglio.
Le schivate: consistono nello spostare la parte attaccata, con o senza spostamenti di gambe.
I blocchi: movimenti particolari che mirano al controllo dell'arto che offende o del corpo dell'avversario prima che il colpo venga completato.
Spostamenti: è importante la gestione del proprio corpo all'interno del quadrato, fondamentali sono la capacità di reazione e il cambio di direzione che consentono al combattente di poter sfruttare la giusta distanza riducendo il rischio di lesione. Si possono individuare a tal proposito tre tipologie di distanze, la lunga, attraverso il quale si possono utilizzare calci alti, calci frontali, pugni diretti, dunque l'intervento di segmenti corporei più lunghi, la media distanza che consente l'uso di calci, pugni, ginocchiate saltate, spinning back fist ("pugno girato") e la corta distanza, in cui è prevista la fase di clinch (corpo a corpo), i ganci, i montanti e le ginocchiate.
Il Clinch: è caratterizzato da uno scontro corpo a corpo dove l'utilizzo degli arti inferiori (ginocchiate) è prevalente, gli arti superiori svolgono l'azione di proiettare l'avversario in una posizione svantaggiosa impossibilitandone la fuga. Con le regole del K1 il tempo di azione è limitato a pochi secondi ( 2"/3").
Passare da una distanza all'altra o comunque spostarsi in riferimento all'avversario, implica che il kickboxer si dovrà muovere solitamente dalla posizione di guardia, sempre spostando prima il piede più vicino al punto di arrivo desiderato. In questo modo rimarrà sempre in equilibrio, solido sugli appoggi e pronto a bloccare un attacco portato durante lo spostamento. Verranno evitati i passi incrociati e, in ogni movimento, la distanza tra i due piedi (che solitamente è pari alla larghezza delle spalle) tenderà a variare di poco ed a tornare immediatamente alla misura standard.
Schemi motori:
Camminare, cambi di direzione; avanti, indietro, laterale.
Correre.
Afferrare.
Saltare
Piani di lavoro:
Piano sagittale
Piano frontale
Piano trasversale
Tipologia di riscaldamento comunemente utilizzato:
Il Warm Up, ovvero il riscaldamento dura dai 30 ai 40 minuti per gli atleti più evoluti, l'obiettivo della fase iniziale è, infatti, quello di predisporre fisicamente e psicologicamente gli agonisti alla parte centrale dell'allenamento, che risulterà dispendiosa ed impegnativa. Il riscaldamento si può suddividere in due parti:
Generale: dedicato all'incremento di attività delle grandi funzioni organiche, cioè quella cardiaca e respiratoria.
Specifica: finalizzato all'attivazione del sistema nervoso centrale (neuro-muscolare).
La preparazione organico-muscolare si può attuare con degli esercizi a corpo libero, eseguiti in maniera blanda con FC tra 100 e 150 bpm, ad esempio:
Mobilità articolare
Saltelli sul posto abbinati a esercizi per gli arti superiori e inferiori.
Corsa e andature di base.
Corda.
Figure allo specchio (shadow boxing).
Sparring condizionato
Cyclette.
Vogatore.
La preparazione neuro-muscolare invece è strettamente legata alla fase centrale dell'allenamento. Lo scopo è quello di preparare il sistema nervoso a quel tipo di coordinazione, tecnica, ritmo, eseguito naturalmente con intensità inferiore alla soglia allenante. Questi esercizi hanno il compito di preparare e non di affaticare l'organismo.
In un allenamento tecnico l'atleta che dovrà affrontare 10 riprese da 2 minuti di combattimento con degli sparring partner, potrà effettuare delle riprese ai focus (detti anche colpitori o guanti da maestro) o allo specchio.
Principali muscoli coinvolti (classificazione ascendente o discendente):
I muscoli coinvolti agonisti, antagonisti, sinergici e fissatori nella kickboxing sono molteplici, di fatto il combattimento può continuamente alternarsi sui diversi piani di lavoro modificando costantemente l'impegno muscolare.
I muscoli coinvolti sono molteplici:
Agonisti:
Deltoide
Trapezio tricipite brachiale
Bicipite brachiale e brachioradiale
Gran pettorale
Retto dell’addome
Obliquo esterno dell'addome
Obliquo interno dell’addome
Trasverso dell’addome
Quadrato dei lombi
Grande gluteo
Ischio crurali
Quadricipite femorale
Tricipite della sura
Tibiale anteriore
Sinergici:
Muscoli della cuffia dei rotatori
Piccolo pettorale
Gran dentato
Gran dorsale
Fissatori:
Deltoide
Trapezio
Flessori del braccio
Retto dell’addome
Quadrato dei lombi
Ischio crurali
Gesti tecnici di base:
Diretti: sono colpi lineari portati al volto (principalmente verso occhi naso e mento) ed al corpo (in direzione del plesso solare). I diretti possono essere sferrati con il braccio protratto avanti, che prende il nome di jab, e con quello arretrato che sarà l'arto dominante a seconda della guardia (mancina o destrorsa).
Ganci: sono colpi circolari scagliati a braccio flesso (circa 90 gradi o poco più a seconda della distanza dall'avversario), che seguono una traiettoria circolare: possono essere portati con l'arto arretrato o avanzato e diretti al volto (mento, tempie, mascella, mastoide) ed al corpo (fegato, milza, costole fluttuanti). In entrambi i casi è importante che il piede corrispondente al braccio che colpisce ruoti verso l'esterno facendo ruotare anche, busto e spalle nella direzione del colpo, di conseguenza aumentandone la forza.
Montanti: sono colpi semicircolari a braccio flesso, portati secondo una traiettoria perpendicolare al terreno, dal basso verso l'alto. Gli obiettivi sono al volto mento e naso ed al corpo plesso solare, fegato, costole fluttuanti. Per rendere efficace il colpo e aumentare la potenza, si effettua una leggera flessione del busto e delle gambe enfatizzando il movimento, che vengono distesi energicamente al momento dell'impatto.
Spinning back fist: detto pugno girato, consiste in una rotazione sul proprio asse (frontale, sagittale, trasverso), con l'obiettivo di aumentare la forza centrifuga del pugno che verrà poi sferrato durante la rotazione veloce del corpo.
Calci base:
Calci frontali o Front Kicks: la gamba viene caricata, portando il ginocchio verso la spalla corrispondente, prima di essere distesa in avanti. I bersagli di questo calcio sono praticamente distribuiti su tutto il corpo.
Calci circolari alle gambe o Low Kicks.
Calci circolari al corpo o Middle kicks.
Calci circolari alla testa o High kicks.
Spinning back kick o calcio girato
Ginocchiate:
Ginocchiate in fase di Clinch
Ginocchiate Saltate
Nei calci circolari tutto il corpo ruota insieme alla gamba che colpisce portando sull'avversario l'intero peso di chi esegue il colpo. Il piede d'appoggio tocca terra solo con l'avampiede ed il tallone è sollevato durante tutta l'esecuzione, sia all'andata che al ritorno. La gamba d'appoggio è rigorosamente tesa nei calci medio-alti, mentre deve essere flessa nei calci alle gambe. Il braccio corrispondente alla gamba che calcia, si distende verso l'avversario, mentre l'altro resta a protezione del capo.
Aspetti usuranti:
Programmazioni di allenamento intense e prolungate possono aumentare il rischio di lesioni a lungo termine. La possibilità di sviluppare tendinopatie è elevato in seguito allo stress articolare a cui vengono sottoposti piedi e caviglie durante gli spostamenti, i cambi di direzione e il continuo saltellare sull'avanpiede. Inoltre si considera anche la formazione di callosità e sovraossa sulla tibia per i numerosi calci sferrati, deformità delle dita dei piedi e traumi sull'articolazione del ginocchio. I traumi cerebrali (TBI) cronici possono essere causati dal Knock-out (KO) con perdita di coscienza dai pugni e calci subiti alla testa durante tutta la carriera del kickboxer. Atleti con una lunga esperienza alle spalle o con capacità difensive minori, rischiano maggiormente questa condizione. Il trauma cranico ripetitivo nella kickboxing può causare lesioni cerebrali, incoscienza e anomalie neurologiche, principalmente ipopituitarismo. Periodi di allenamento e diete restrittive protratti nel tempo potrebbero influenzare negativamente la psiche dell'individuo (uomo o donna) generando: problemi alimentari ( triade dell'atleta), dismorfismo, disturbi del sonno, difficoltà della gestione emotiva.
Infortuni più frequenti (distretto anatomico):
Secondo un recente studio in cui sono state interrogate un totale di 152 persone, 132 uomini e 20 donne tra cui 19 principianti, 82 dilettanti e 51 professionisti, le lesioni agli arti inferiori erano le più comuni, al secondo posto le lesioni alla testa in particolare tra professionisti e dilettanti ed in fine al tronco tra i principianti. La differenza nella distribuzione degli infortuni tra i tre gruppi è stata significativa (p< o =0,01): al primo posto si verificano traumi dei tessuti molli, al secondo le fratture ( tra i professionisti) e al terzo in particolare tra i dilettanti e i principianti, distorsioni e stiramenti.
Nella kickboxing tutti i bersagli del corpo sono permessi tranne colpire l'inguine, la colonna vertebrale, gola e i reni. Quindi, la testa, le braccia e il tronco sono i principali bersagli e siti di lesioni per i combattenti. Le lesioni alla testa sono risultate essere la seconda lesione più comune nei kickboxer professionisti. I combattenti professionisti hanno una probabilità 2,5 volte maggiore di rimanere feriti rispetto ai dilettanti, mentre i combattenti sconfitti hanno una probabilità 3,5 volte maggiore di rimanere feriti rispetto ai vincitori. Le regioni anatomiche più danneggiate sono la testa (57,8%) seguita dagli arti inferiori (26,1%), mentre i tipi più comuni di lesione sono la lacerazione (70,6%) e la frattura (20,6%). Uno studio interessante ha dimostrato che il rischio di lesioni dipende anche dalla categoria di peso a cui si appartiene.
Video-Regolamento:
Bibliografia:
Slimani. Kickboxing review: anthropometric, psychophysiological and activity profiles and injury epidemiology 2017
Morales Sain. Características físicas y fisiológicas de los peleadores de kickboxing: revisión sistemática 2023
Pavel Ružbarský. Physical and physiological characteristics of kickboxers: a systematic review 2022
Ouergui. Effects of the type of recovery after a kickboxing match on blood lactate and performance in anaerobic tests 2014
Ouergui I. et al. Anaerobic upper and lower body power measurements and perception of fatigueduring a kick boxing match. J Sports Med Phys Fitness. 53(5):455-60. 2013
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Martorelli Luca, Preparazione atletica negli sport di combattimento e nelle arti marziali, Milano, Ulrico Hoepli Editore S.p.A. 2013
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