Otto +
Autore: Alice Bertone
Data di immissione del modello: 10/05/2023
Tipologia di sport:
A squadre: vi sono otto atleti a bordo più un timoniere (situato a poppa). Il suo compito consiste nell'indicare il giusto ritmo di remata ai vogatori e si occupa inoltre di scegliere una giusta strategia di gara. La presenza o meno del timoniere sull'imbarcazione viene indicata nell'equipaggio con il termine "con" o "senza". Nella tipologia otto la presenza del timoniere è necessaria per via dell'elevata velocità raggiungibile dall'imbarcazione. Per questo motivo non esiste la versione otto -.
Situazionale: si può definire situazionale in quanto l'efficienza del gesto motorio viene compromessa da fattori ambientali come per esempio le onde del mare e i fenomeni atmosferici.
Con mezzo: servono l'imbarcazione e i remi per svolgere questo sport. La lunghezza delle imbarcazioni varia a seconda della specialità. Nella disciplina otto la lunghezza è di 19,9 metri ed è definita imbarcazione di punta, in quanto i vogatori posseggono solamente un remo a testa anziché due. Il remo, denominato anch'esso "di punta" è lungo 3,82 metri e il suo spessore deve essere almeno di 5 millimetri. L'imbarcazione deve prevedere per ogni vogatore un banco voga formato da: due guide di metallo lunghe 70-75 cm su cui scorre un carrello mobile, un puntapiedi fisso dove vincolare i piedi per un migliore assetto in barca del vogatore ed infine una scalmiera, ovvero la parte in cui si infila e si appoggia il remo.
Ambiente:
Outdoor: le competizioni vengono svolte outdoor su fiumi, mari e laghi, l'allenamento propedeutico alla gara può essere svolto indoor in una vasca voga. Si tratta di una piscina al coperto dotata di una piattaforma che emerge dall'acqua in cui vengono posizionati carrelli, puntapiedi e remi delle stesse dimensioni della barca per simulare al meglio il gesto tecnico svolto negli ambienti outdoor.
Stagione: il canottaggio a otto è praticabile tutto l'anno.
Superficie di gara: il campo di gara deve essere in linea retta, con una profondità uniforme e privo di corrente. Il traguardo viene evidenziato dalla presenza di due bandiere rosse e deve essere largo a sufficienza da garantire l'allineamento di almeno tre equipaggi a distanza di 13,5 m l'uno dall'altro. Il campo inoltre, nel caso non fosse delimitato naturalmente, come per quanto riguarda i fiumi, canali o bacini, deve essere circoscritto da boe galleggianti. La lunghezza standard del percorso delle regate internazionali (competizione aperta a tutte le federazioni affiliate) è di 2 km rettilinei per uomini e donne di categoria Senior, Under 23, Under 19 e Pararowing. Per i Master il percorso sarà lungo 1 km.
Naturale/artificiale: il campo di gara può essere sia naturale (mari, laghi o fiumi) che artificiale, deve però sempre essere regolamentato e delimitato da boe posizionate ogni 250 m. La lunghezza del campo deve essere tale da consentire si svolgere percorsi di 2 km e ci deve essere abbastanza spazio da riuscire a ricavare almeno 6 o 8 corsie.
Materiali:
Strumentazione specifica tecnica: le barche hanno subito una rapida evoluzione per quanto riguarda i materiali impiegati nella loro costruzione. Il primo materiale utilizzato nelle barche era il legno che al giorno d’oggi è stato rimpiazzato da materiali più leggeri e resistenti per esaltare al massimo le caratteristiche antropometriche dei vogatori. Infatti, un otto in legno costruito negli anni settanta pesava 120 kg, mentre ora la stessa barca in fibra può pesare soltanto 86 kg. Dal 2003 viene adoperata la fibra di carbonio, usata anche negli scalmi.
In generale si ha l’impiego di tessuti con fibre di carbonio, kevlar e vetro, ovvero i principali componenti utilizzati dall’industria aeronautica. Si inizia la costruzione con l’uso di stampi, sui quali viene spruzzato il colore. Viene poi steso e impregnato con resine di tessuti di carbonio e kevlar, inframmezzati da pannelli in honeycomb (nido d'ape), oppure PVC (cloruro di polivinile). Lo scafo è composto da due strati di kevlar, rinforzati con fibre di carbonio nei punti di maggiore sollecitazione quali il ponte portacarrelli, lungo la chiglia e attorno le ordinate. Il composto di tessuti e nido d'ape garantisce all'imbarcazione maggiore velocità, robustezza, leggerezza e rigidità sia trasversale sia longitudinale. Anche le strutture interne, come i banchi voga, sono realizzati con tessuti di carbonio seguendo le stesse procedure descritte in precedenza. I bracci sono costruiti in carbonio o in lega speciale, sono estremamente rigidi e leggeri e sono interamente regolabili. I carrelli sono in legno ultraleggero o in carbonio. Le guide sono realizzate in lega speciale in alluminio anodizzato e sono regolabili e le scarpe vengono fornite da ditte specializzate. Infine, l'ultima versione delle scalmiere, cosiddetta ad ala, evita il trasferimento di sollecitazioni allo scafo riducendo le dispersioni di energia e aumentando la stabilità e la durata. Anche i remi, una volta in legno, ora vengono costruiti in fibra di carbonio.
Obiettivo:
Tempo: coprire la distanza di gara nel più breve tempo possibile, mantenendo una velocità costante e limitando il dispendio energetico
Difficoltà (da 0 a 5):
Condizionale: 5
Coordinativa: 5
Intellettiva: 2
Inizio pratica agonistica (età):
L'agonismo inizia a partire dai 14 anni (cadetto). A quell'età si può gareggiare soltanto fino a 1500 m e i cadetti possono effettuare al massimo due percorsi al giorno
Inizio pratica professionistica:
L'attività professionistica inizia a partire dai 18 anni
Sport Olimpico/non Olimpico/Promozionale:
Il canottaggio a otto è uno sport Olimpico. Fu inserito nelle prime Olimpiadi di Atene nel 1896, ma la competizione non ebbe luogo per via delle condizioni climatiche avverse. Di fatto quindi, divenne ufficialmente sport Olimpico dalle Olimpiadi del 1900 tenutesi a Parigi. Il canottaggio a otto femminile divenne sport Olimpico nel 1976 alle Olimpiadi di Montreal.
Demografia: quanti lo praticano, chi lo pratica (genere), diffusione geografica:
La FISA è la federazione internazionale del canottaggio riconosciuta dal CIO che promuove e dirige il canottaggio olimpico. Nacque nel 1892 a Torino e conta 142 federazioni affiliate.
Nel 1888 sempre a Torino venne fondato il Rowing Club Italiano che promulgò il primo “codice delle regate”. Nel dopoguerra il Rowing Club Italiano cambiò il nome e divenne l’attuale Federazione Italiana di Canottaggio (FIC).
Al giorno d’oggi la FIC conta 234 società sportive affiliate, 834 tecnici e 54.375 atleti tesserati.
Nel 2017 la FIC conta una prevalenza del 54% di atleti uomini e il 43% di atlete donne.
Il canottaggio a otto è praticato in tutta Italia ed è maggiormente diffuso nelle regioni del nord-ovest d'Italia.
Frequenza gare:
Le regate hanno luogo in primavera ed in estate e generalmente la lunghezza del percorso è di 2000 m. I Campionati Europei hanno luogo in queste date.
Dal 1° novembre al 15 marzo solitamente ha luogo un circuito di gare di fondo che comprende al massimo sei competizioni caratterizzate da distanze di 6000 m. Questo circuito è chiamato il Campionato Italiano di Gran Fondo.
La coppa del mondo, chiamata World Rowing Cup prevede tre gare, svolte rispettivamente nei mesi di maggio, giugno e luglio.
Somatotipo:
Ectomorfo
Mesomorfo
Morfotipo:
Altezza media: per quanto riguarda gli uomini, l'altezza media è di 1,87 m circa, mentre l'altezza media per le donne è di 1,70 m circa.
Peso medio: un vogatore uomo che gareggia per la categoria dei pesi liberi (PL) ha un peso medio di 70 kg e non può superare i 72, 5 kg. Nella specilità femminile dei PL, invece, le atlete hanno un peso medio di 57 kg e nessuna compagna di equipaggio può superare i 59 kg. Il peso limite minimo per gli uomini è di 55 kg, mentre per le donne è di 50 kg.
La categoria Senior non prevede limiti di peso.
Distanza della prestazione:
Max./Min. (m). La maggior parte delle gare prevede distanze di 2000 m, o nel caso del Gran Fondo, sono previsti 6000 m
Durata:
Della competizione: max./min. (secondi, minuti e ore): la durata della competizione solitamente si aggira intorno ai 5,5- 8 minuti
Frequenza cardiaca:
Fc media: si aggira intorno ai 165-170 bpm
Fc min : 140 bpm
Fc max : maggiore di 190 bpm
Tipologia di lavoro:
Ciclico: il ciclo di voga è caratterizzato da movimenti sequenziali delle gambe, del busto e delle braccia del vogatore.
Sistema energetico coinvolto:
Dominante: Il sistema energetico predominante è quello aerobico con il 70-90%, seguito da quello anaerobico per il 10-30%. Il sistema anaerobico viene ancora scomposto in anaerobico alattacido (utilizzato per il 21%) e in anaerobico lattacido (usato il 12%). I canottieri inoltre presentano un Vo2 max l/min pari a 6.
(Potenza media espressa): considerando una gara di 2000 m svolta nell'arco di 6 minuti, la potenza media espressa può variare dai 200 ai 500 Watt. Viene calcolata attraverso l'uso di ergometro specifico.
Alimentazione e idratazione:
Dispendio calorico: si aggira intorno ai 580 kcal/ora. Durante le competizioni o le sedute di allenamento ad altà intensità, il dispendio energetico può raggiungere valori pari a 650 kcal/ora. In relazione al dispendio calorico, deve corrispondere una dieta composta principalmente da glucidi (per il 60%), lipidi (25-27%) e proteine (13-15%), tali da raggiugere 3000-3500 kcal per i pesi leggeri e per le donne senior e 5000-6000 kcal/ora per gli uomini senior.
Media litri persi : dipende da vari fattori come: l'ambiente; la durata e l'intensità dell’esercizio; dal tipo di abbigliamento; dalla composizione corporea ; dal grado di allenamento e dalla stagione. L'estate è il periodo dell'anno in cui si hanno maggiori perdite di litri e di elettrolitri. In due ore di attività di canottaggio la perdita di sudore può superare i 2 litri.
Capacità motorie:
Capacità condizionali: forza resistente, flessibilità
Capacità coordinative: capacità di ritmo, equilibrio, capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti, capacità di differenziazione cinestetica, capacità di adattamento
Abilità motorie:
economia del gesto e alto rendimento biomeccanico, capacità di economizzare energia anche a ritmi e potenza elevati, padronanza del movimento anche in caso di difficoltà improvvise.
Schemi motori:
Il ciclo di voga viene suddiviso in quattro fasi: attacco, passata, ripresa e uscita e vengono eseguiti in successione in modo ciclico
L'entrata in acqua del remo è considerata la fase più importante, in quanto favorisce la spinta in avanti della barca. In questa fase si sviluppa tramite la contrazione muscolare delle gambe, la forza che consente all'imbarcazione di avanzare, quindi maggiore forza viene applicata e più la barca si sposterà velocemente.
Piani di lavoro:
Piano sagittale (scivolamento dell'atleta sul carrello)
Piano sagittale e trasverso (movimento delle braccia durante il ciclo di voga)
Tipologia di riscaldamento comunemente utilizzata:
Condizionale: utilizzato per preparare l'atleta ad affrontare lo sforzo fisico dell'allenamento, senza però che si affatichi eccessivamente. Deve essere eseguito ad ogni seduta prima di iniziare l'allenamento specifico dello sport. Deve durare almeno 15-20 minuti ed è utile a migliorare la fluidità del sangue favorendo l'ossigenazione dei muscoli al fine di evitare infortuni. Aumenta inoltre la performance e la concentrazione durante la pratica sportiva.
Tecnico (gesto specifico): il riscaldamento specifico dello sport viene effettuato dopo quello condizionale e precede l'allenamento vero e proprio. Si può effettuare sulla barca e prevede esercizi specifici per migliorare la coordinazione tra braccia e gambe durante il ciclo di voga.
Mobilità: fa parte del riscaldamento generale e aspecifico insieme agli esercizi per migliorare la flessibilità. Viene eseguita solitamente in palestra e si compone di esercizi di stretching statico e dinamico per ridurre la tensione muscolare e per rinforzare le articolazioni. è molto utile per incrementare il ROM articolare. Sono consigliati soprattutto esercizi per la colonna vertebrale, il distretto più soggetto ad infortuni.
Flessibilità: è la parte del riscaldamento generale e aspecifica. Solitamente vengono eseguiti esercizi statici di allungamento rivolti principalmente agli arti inferiori e alle spalle. Vengono spesso accompagnati da esercizi per la mobilità
Principali muscoli coinvolti (classificazione ascendente o discendente):
Agonisti:
Gran dorsale
Bicipite Brachiale
Tricipite Brachiale
Brachiale, Brachioradiale
Retto addominale
Flessori delle dita
Grande gluteo
Ileopsoas
Bicipite femorale
Semimembranoso
Semitendinoso
Retto femorale
Vasto mediale, intermedio, laterale,
Tibiale anteriore
Sinergici:
Pettineo
Retto femorale
Estensore lungo dell'alluce e delle dita
Peroniero terzo
Fissatori:
Trapezio
Rombioide
Piccolo pettorale
Obliquo esterno ed interno
Principali articolazioni coinvolte (classificazione ascendente o discendente):
Articolazione scapolo-omerale
Cingolo scapolare
Articolazione omero-ulnare
Articolazione radio-carpale
Articolazione coxo-femorale
Articolazione femoro-tibiale
Articolazione patello-femorale
Articolazione tibio-tarsica
Articolazione del piede
Gesti tecnici di base:
Le fasi del ciclo di voga sono: entrata in acqua (o attacco), passata in acqua, uscita (estrazione della pala) e ripresa. I gesti fondamentali del canottaggio sono gli stessi sia per la voga di coppia sia per la voga di punta. Le due specialità si differenziano nell'impugnatura dei remi e nella diversa posizione del corpo rispetto ai remi stessi. Nella voga di punta non esiste differenza tra la voga sulla bordata di dritta (destra) e su quella di sinistra: l'una è speculare dell'altra. Poiché il vogatore di punta trasmette la forza a un solo remo, effettua un attacco più forte di quello del vogatore di coppia.
Per far avanzare l'imbarcazione il più veloce possibile, è necessario possedere una buona tecnica di voga, ovvero, è fondamentale utilizzare nella maniera migliore l'energia meccanica impiegata dall'atleta nella fase di propulsione, riducendo le forze negative che ostacolano la corsa dell'imbarcazione.
La forza propulsiva è fornita a intervalli, poiché il remo alterna i movimenti in cui è immerso nell'acqua (passata) a quelli in cui è fuori dall'acqua (ripresa). Durante la passata il vogatore si muove all'indietro e produce la forza propulsiva attraverso la spinta delle gambe e la trazione del tronco e delle braccia (è il movimento che fa avanzare la barca). Durante la fase di ripresa il vogatore si muove da prua verso poppa e frena contro la pedaliera per fermarsi prima dell'attacco. Questa fase è caratterizzata da un rallentamento della barca, in quanto sono presenti soltanto le forze resistive prodotte dall'acqua.
Nella fase di entrata in acqua il carrello è tutto in avanti, il tronco del vogatore è flesso in avanti di circa 45°, le gambe sono piegate in modo che le ginocchia si trovino a contatto con il petto, le braccia distese in avanti formano un angolo maggiore di 90° rispetto al tronco. In questa posizione le pale vengono rapidamente e verticalmente immerse nell'acqua mentre il carrello inverte la corsa. L'immersione del remo in acqua deve avvenire in verso opposto rispetto a quello di avanzamento della barca.
Nella fase di passata in acqua il vogatore distende le gambe e il movimento viene continuato dal tronco e dalle braccia, che lavorano isometricamente per trasmettere ai remi la spinta delle gambe: il tronco si raddrizza e si distende all'indietro, mentre le braccia si piegano.
Nella fase di uscita il vogatore solleva le pale dall'acqua, tenendole in posizione verticale.
Nella fase di ripresa, il vogatore riavvicina il bacino alla pedaliera piegando le gambe, riporta il torace a contatto con le ginocchia ed estende gli arti superiori in avanti.
Aspetti usuranti:
Essendo il canottaggio a otto uno sport ciclico in cui i movimenti si ripetono in modo protratto nel tempo, sono comuni gli infortuni da uso eccessivo, soprattutto per quanto riguarda le articolazioni della spalla, del ginocchio e le vertebre.
Infortuni più frequenti (distretto anatomico):
Vertebre: i vogatori di punta vengono sottoposti al sovraccarico in tensione. Questo può portare alla spondilosi, ovvero allo scivolamento anteriore delle vertebre, specialmente di quelle lombari. Inoltre, durante il ciclo di voga si ha una compressione sui dischi intervertebrali che col tempo può causare infortuni come l’ernia del disco.
Spalle: gli infortuni alle spalle derivano da una scorretta posizione della spalla e del torace durante la remata, oltre ad un loro sovraccarico eccessivo derivato dalle sedute di allenamento.
Ginocchio: sono comuni le tendinopatie.
Anca: causati da movimenti di flesso-estensione.
Test specifici:
2000 m sul remoergometro. è il test su cui si basa la programmazione degli allenamenti degli atleti
Video-regolamento:
Bibliografia: