Autore: Andrea Duma
E-mail: andreaduma3@gmail.com
Data di immissione del modello: 15/05/2023
Sfondo
Il Point-Fighting, che propriamente significa "combattimento a punti", è una delle sei specialità del Kickboxing. Tra tutte le sei discipline è quella che maggiormente si avvicina al Karate, da cui discende. Come il karate, appunto, si svolge su tatami e non su un ring e prevede l'uso di cinture (dalla bianca alla nera) per indicare il livello degli atleti.
Tipologia di sport:
Individuale
Situazionale
Di precisione
Acrobatico
Antico
Da combattimento
Da contatto
Combinato
Di intelletto
Ambiente:
Gli incontri si svolgono su un tatami (tappeto costituito da pannelli rettangolari modulari) di forma quadrata che ha area 7x7, in alcuni casi può misurare un'area 6x6. Il materiale del tappeto è di tela o di materiale gommato antiscivolo e posato in modo tale da non costituire ostacolo o impedimento ai movimenti degli atleti durante lo svolgimento dei combattimenti.
All'esterno del quadrato di gara, lungo un lato, si trova un banco sul quale saranno esposti il tabellone
Il combattimento varia a seconda delle manifestazioni, ma solitamente dura due round di due minuti ciascuno, e consiste nel colpire prima dell'avversario in una delle zone "legali" del corpo dell'avversario, quindi, tronco e testa, escludendo colpi alle gambe, ai genitali, al collo e ai reni.
Materiali:
Strumentazione specifica tecnica:
Guantoni a mano aperta
Cintura (facoltativa in alcune manifestazioni)
Paratibia
Calzari
Paradenti
Conchiglia
Caschetto
Fasce
Cavigliere
Ginocchiere
Gomitiere
Paraseno (solo per le donne)
Strumentazione di protezione obbligatoria:
Il combattente dovrà indossare la divisa rappresentativa del suo team.
Gli uomini devono indossare obbligatoriamente la conchiglia a protezione dell'area inguinale. Tale conchiglia può essere in materiale plastico o in alluminio
Le donne devono indossare obbligatoriamente il paraseno ed un'adeguata protezione pelvica
Paradenti
Sono severamente vietati accessori o monili (collane, anelli, orecchini)
Obiettivo:
Per ogni tecnica valida portata su un bersaglio valido, all'atleta che ha eseguito la suddetta tecnica vengono assegnati dei punti. Vince chi ottiene più punti.
Regolamento
Bersagli validi:
La testa, in ogni sua parte a eccezione della sommità;
La parte frontale del tronco, al disopra della vita (spalle escluse);
Le parti laterali del tronco, al di sopra della vita;
La parte posteriore dell'articolazione del piede (solo per la spazzata a favore di articolazione)
In base alla tecnica eseguita e al bersaglio colpito il punteggio assegnato varia secondo le seguenti regole:
Punteggio:
Tecnica di pugno su qualsiasi bersaglio valido: 1 punto;
Tecnica di calcio al tronco: 1 punto;
Tecnica di calcio alla testa: 2 punti;
Tecnica di calcio saltato al tronco: 2 punti;
Tecnica di calcio saltato alla testa: 3 punti;
Spazzata a favore di articolazione: 1 punto.
Una tecnica viene considerata "saltata" se al momento del contatto con il bersaglio l'atleta che sta eseguendo la tecnica non ha nessun punto di appoggio sul tatami.
Azioni illegali:
Utilizzare una qualsiasi tecnica di ginocchiata;
Utilizzare una qualsiasi tecnica di gomitata;
Colpire una parte del corpo che non sia bersaglio valido;
Afferrare o bloccare qualsiasi parte del corpo dell'avversario;
Dare le spalle all'avversario;
Sfilare il guanto per avere un maggiore allungo dello stesso;
Andare volontariamente a terra;
Usare la testa per colpire;
Parlare durante il combattimento;
Colpire l'avversario dopo che il combattimento è stato fermato;
Non rispettare i comandi dell'arbitro;
Non controllare i colpi.
Uscite e Warning
Se un atleta esce dal quadrato di gara, ossia appoggia almeno un piede fuori dal tatami, riceva una penalità per "uscita". Le uscite vengono così conteggiate:
Prima uscita: -1 punto;
Seconda uscita: -1 punto;
Terza uscita: - 1 punto;
Quarta uscita: Squalifica.
Non viene considerata un'uscita se l'atleta che esce dal quadrato di gara, esce perché spinto dall'avversario o durante l'esecuzione di una tecnica offensiva.
Nel caso un atleta compia azioni illegali o compartamenti scorretti o offensivi, gli potrà essere assegnato un "warning". I Warning vengono così conteggiati:
Primo warning: richiamo ufficiale;
Secondo warning: -1 punto;
Terzo warning: -1 punto;
Quarto warning: squalifica.
Sconfitta dell’avversario:
L'atleta che ottiene meno punti all'interno dell'intera gara sarà sconfitto.
Abbandono: getto della spugna da parte dell'angolo o volontà da parte dell'atleta d' interrompere il combattimento.
Intervento medico: sospensione decretata dal Medico.
Squalifica: se uno dei due contendenti viene squalificato per azione scorretta, la vittoria va all'avversario.
Difficoltà (da 0 a 5):
Un combattente professionista di Kickboxing è dunque un atleta molto particolare con caratteristiche di freddezza, resistenza e volontà fuori dal comune.
Condizionale: 5
Coordinativa: 5
Intellettiva: 4
Inizio pratica agonistica:
L'inizio della pratica agonistica avviene a 10 anni compiuti nella categoria "Young Cadets".
Inizio pratica professionistica:
Un atleta può diventare professionista dopo i 19 anni sia per gli uomini che per le donne.
Sport promozionale
Demografia: quanti lo praticano, chi lo pratica (genere), diffusione geografica:
La Kickboxing ha visto una crescente diffusione in Stati dove, fino ad oggi, si praticavano discipline di combattimento più note come il Karate, il Kung Fu o il pugilato. Già da diversi anni si pratica in varie parti della nostra penisola. Si è giunti ora ad avere un ottimo seguito di atleti, istruttori ed appassionati desiderosi di penetrare sempre più a fondo questo mondo affascinante. Oggi Francia, Olanda ed Inghilterra sono le nazioni leader nello sviluppo dalla Kickboxing.
Frequenza gare:
Variano in funzione dell'atleta e della federazione con la quale si gareggia.
Somatotipo:
Nella Kickboxing, come in qualsiasi altro sport da combattimento, in cui i concorrenti sono divisi per classi di peso, è importante avere un ottima composizione corporea. Gli atleti d'élite di entrambi i sessi hanno mostrato bassi valori di grasso corporeo (la percentuale di grasso corporeo varia mediamente dal 6,1% al 11,4%). Considerando tutte le classi di peso è difficile stabilire il somatotipo del kickboxer. Tuttavia uno studio ha evidenziato che la maggior parte dei kickboxer professionisti hanno un profilo che accentua le proprietà mesomorfiche.
Morfotipo:
Altezza media: varia in base alla categoria di peso ma anche all'interno di una stessa categoria i morfotipi possono essere molto differenti.
Peso medio: Le categorie di peso con più atleti sono quelle comprese tra i 65 kg e i 75 kg.
Durata:
Ogni combattimento si articola in due o tre round, in base alle categorie (due per i cadetti e i veterani e tre per le categorie junior e senior). La durata di ogni round varia da competizione a competizione, anche se in genere si aggira tra un minuto e mezzo e due minuti per round con un periodo di riposo di 1 minuto tra questi. La struttura temporale del match è stata determinata e classificata in 3 fasi:
Attività preparatoria: inizia dopo il segnale dell'arbitro o alla fine di una fase di combattimento e finisce su segnale dell'arbitro oppure quando inizia il tempo di combattimento successivo.
Tempo di combattimento: è lo scambio tra i 2 atleti, inizia quando gli atleti si spostano dalla loro posizione iniziale di combattimento verso uno scambio e termina una volta finita l’azione.
Tempo di arresto: è il momento in cui gli atleti non combattono e viene chiamato dall’arbitro.
Frequenza cardiaca:
Fc media: 166.23 ± 3.13 bpm
Fc min: 141.11 ± 3.02 bpm
Fc max: 182.12 ± 4.34 bpm
Tipologia di lavoro:
La Point-Fighting è una disciplina caratterizzata da un lavoro aciclico, come tutte le discipline del Kickboxing.
Sistema energetico coinvolto:
La Kickboxing è uno sport dinamico, intermittente e ad alta intensità. I sistemi energetici coinvolti sono sia quello anaerobico che quello aerobico.
Ouergui I. et al hanno mostrato che:
Il sistema anaerobico: fornisce energia per attacchi brevi e intensi di massima potenza durante il combattimento.
Il sistema aerobico: contribuisce a ripetere gli attacchi con la stessa forza e velocità durante tutta la durata del combattimento ed aiuta ad ottimizzare il processo di recupero durante i brevi periodi di riposo o di sforzo ridotto durante il combattimento.
Tuttavia, l'intensità di una gara di Point-Fighting è minore rispetto ad una gara di Full Contact.
Alimentazione e idratazione:
Nella Kick boxing gli atleti sono classificati in base alla loro massa corporea in modo tale che i combattimenti siano più equi in termini di peso, forza e agilità. Tuttavia, molti atleti riducono la loro massa corporea, nel tentativo di avvantaggiarsi, prendendo parte ad una categoria di peso più leggera. Nonostante si conoscano gli effetti negativi della rapida perdita di peso sullo stato di salute, quasi tutti gli atleti professionistici di Kick boxing effettuano il taglio del peso. Nessun atleta dovrebbe essere incoraggiato a perdere peso rapidamente per poter competere in una categoria più leggera. Se un’atleta ha bisogno di regolare il suo peso corporeo, ci sono strategie che si possono seguire per contribuire a ridurre al minimo i potenziali effetti negativi:
Graduale perdita di peso.
Gli atleti dovrebbero mirare a massimizzare la perdita di grasso corporeo e minimizzare la perdita muscolare e la disidratazione.
Un atleta che ha bisogno di fare un taglio del peso del 5% per affrontate un match dovrebbe rinunciare a questa operazione perché molto dannosa alla propria salute.
Durante il periodo di perdita di peso, l’allenamento della forza e l’integrazione di BCAA può aiutare a preservare la massa muscolare.
Gli atleti di kick boxing non devono seguire diete a basso contenuto di carboidrati.
Durante il periodo di recupero dopo la pesata, agli atleti viene consigliato di consumare grandi quantità di carboidrati e fluidi. L’integrazione di creatina può anche essere utile all'atleta.
Capacità motorie:
Capacità condizionali:
Forza: capacità di vincere una resistenza, grazie alla contrazione muscolare.
Resistenza: capacità di resistere alla fatica per un tempo più o meno lungo.
Velocità: capacità di eseguire azioni motorie in un tempo minimo, senza produzione di affaticamento. Questa dipende da diversi fattori: dalla percentuale di fibre muscolari a contrazione rapida (FT), dalla frequenza degli stimoli nervosi inviati ai muscoli, dalla coordinazione, dall'automazione del gesto motorio e dal grado di contrazione-decontrazione tra muscoli agonisti e antagonisti. La velocità di un atleta può essere scissa in due fasi: quella di reazione e quella di azione. La rapidità di reazione riguarda la fase in cui si ha la percezione dello stimolo esterno da parte dei recettori, l'elaborazione dello stesso da parte del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e la produzione finale dello stimolo di risposta adeguato. La rapidità di azione ,invece, è relativa al gesto motorio prodotto dallo stimolo di risposta del SNC. La somma di queste due velocità determina la velocità complessiva dell'azione motoria, rappresentata per esempio da un pugno o da un calcio.
Elasticità: capacità del muscolo che, una volta stirato durante la fase eccentrica di un movimento, consente di ritornare nella sua naturale posizione fisiologica in tempi più o meno brevi.
Flessibilità: capacità del muscolo di essere allungato, rispetto alla sua posizione fisiologica, senza subire traumi.
Capacità coordinative generali:
Capacità di adattamento e trasformazione del movimento
Capacità di controllo motorio
Capacità di apprendimento motorio
Capacità Coordinative Speciali: sono componenti elementari delle capacità coordinative generali, dalle quali sono dipendenti.
Destrezza
Combinazione motoria
Capacità di orientamento
Capacità di ritmo
Capacità ideo-motoria
Capacità di anticipazione motoria
Capacità di fantasia motoria
Capacità di equilibrio
Abilità motorie:
Le abilità motorie nella kickboxing sono tutte le azioni e i movimenti specifici della disciplina che, attraverso la ripetizione del gesto, vengono apprese in modo stabile, tanto da essere ripetute in modo automatico (movimenti di attacco, parate, deviazioni, schivate, blocchi e spostamenti).
I movimenti di attacco: pugni, calci .
Le parate: consistono nel far scaricare l'energia del colpo su una parte protetta o particolarmente resistente.
Le deviazioni: consistono nel ridirigere la forza del colpo al di fuori del bersaglio.
Le schivate: consistono nello spostare la parte attaccata, con o senza spostamenti di gambe.
I blocchi: movimenti particolari che mirano al controllo dell'arto che offende o del corpo dell'avversario prima che il colpo venga completato.
Spostamenti: il kickboxer è in grado di lottare sfruttando la totalità delle distanze di combattimento che, fondamentalmente, sono tLa lunga distanza (in cui si usano colpi di piede, di tibia, pugni).
La media distanza (in cui si usano pugni e i calci).
La corta distanza (in cui si usano calci e pugni).
Passare da una distanza all'altra o comunque spostarsi in riferimento all'avversario, implica che il kickboxer si dovrà muovere solitamente dalla posizione di guardia, sempre spostando prima il piede più vicino al punto di arrivo desiderato. In questo modo il combattente rimarrà sempre in equilibrio, solido sugli appoggi e pronto a bloccare un attacco portato durante lo spostamento. Verranno evitati i passi incrociati e, in ogni movimento, la distanza tra i due piedi (che solitamente è pari alla larghezza delle spalle) tenderà a variare di poco ed a tornare immediatamente alla misura standard.
Schemi motori:
Camminare, spostandosi in avanti, indietro e in obliquo.
Correre.
Afferrare.
Saltare
Piani di lavoro:
Piano sagittale
Piano frontale
Piano trasversale
Tipologia di riscaldamento comunemente utilizzato:
La fase preparatoria, che dura dai 30-40 minuti per gli atleti evoluti, è detta anche di riscaldamento. L'obiettivo della fase preparatoria è, infatti, quello di predisporre al meglio l'atleta, fisicamente e psicologicamente, alla parte vera e proprio dell'allenamento, che risulterà dura e impegnativa. La fase preparatoria si può suddividere in due parti:
Fase preparatoria generale: dedicata all'incremento di attività delle grandi funzioni organiche, cioè quella cardiaca e respiratoria.
Fase preparatoria specifica: finalizzata all'attivazione del sistema nervoso centrale (prettamente neuro-muscolare).
La preparazione organico-muscolare si può attuare con degli esercizi a corpo libero, eseguiti in maniera blanda con FC tra 100 e 150 bpm, ad esempio:
Saltelli sul posto abbinati a esercizi per gli arti superiori.
Corsa.
Corda.
Figure allo specchio (shadow boxing).
Cyclette.
Vogatore.
Tapis roulant.
La preparazione neuro-muscolare invece è strettamente legata alla fase centrale dell'allenamento. Lo scopo è quello di preparare il sistema nervoso a quel tipo di coordinazione, tecnica, ritmo, eseguito naturalmente con intensità inferiore alla soglia allenante. Questi esercizi hanno il compito di preparare e non di affaticare l'organismo. Ad esempio:
In un allenamento tecnico l'atleta che dovrà affrontare 10 riprese di combattimento con degli sparring partner, potrà effettuare delle riprese ai focus (detti anche guanti da maestro) o allo specchio, o entrambe.
In una seduta di potenziamento, in cui l'atleta dovrà effettuare un allenamento di 5 serie al 90% dell'1 RM, potrà eseguire da 2 a 5 serie tra il 50 e l'85% con poche ripetizioni.
Principali muscoli coinvolti (classificazione ascendente o discendente):
Classificare quali siano i muscoli agonisti, i muscoli sinergici e quelli fissatori nella kick boxing è molto complicato, poiché il combattimento si può spostare continuamente su diversi piani di lavoro e di conseguenza anche i muscoli coinvolti possono variare di continuo.
I muscoli coinvolti sono molteplici:
Agonisti:
Deltoide
Trapezio tricipite brachiale
Bicipite brachiale e brachioradiale
Gran pettorale
Retto dell’addome
Obliquo esterno dell'addome
Obliquo interno dell’addome
Trasverso dell’addome
Quadrato dei lombi
Grande gluteo
Ischio crurali
Quadricipite femorale
Tricipite della sura
Tibiale anteriore
Sinergici:
Muscoli della cuffia dei rotatori
Piccolo pettorale
Gran dentato
Gran dorsale
Fissatori:
Deltoide
Trapezio
Flessori del braccio
Retto dell’addome
Quadrato dei lombi
Ischio crurali
Principali articolazioni coinvolte (classificazione discendente):
Articolazione sterno-clavicolare
Articolazione acromio-clavicolare
Articolazione gleno-omerale o scapolo-omerale
Articolazioni del gomito:
Articolazione omero-ulnare
Articolazione omero-radiale
Articolazione radio-ulnare prossimale
Articolazione radio-carpica
Articolazione coxo-femorale
Articolazione femoro-tibiale e femoro-patellare
Articolazione tibio-tarsica
Gesti tecnici di base:
Tecniche di pugno:
Diretti: sono colpi lineari portati al volto (principalmente verso naso e mento) ed al corpo (verso il plesso solare). I diretti posso essere tirati con il braccio avanzato, nel qual caso parliamo di jab, e con quello arretrato.
Nel Point-Fighting, a differenza delle altre discipline, non vi è mai l'utilizzo dei ganci e dei montanti in quanto difficili da eseguire senza essere prima colpiti, mentre vengono predilette tutte le tecniche di calcio.
Calci base:
Calci frontali o Front Kicks: la gamba viene caricata, portando il ginocchio verso la spalla corrispondente, prima di essere lanciata in avanti. I bersagli di questo calcio sono praticamente distribuiti su tutto il corpo.
Calci con salto al tronco.
Calci con salto alla testa.
Infortuni più frequenti (distretto anatomico):
Nella kickboxing tutti i bersagli del corpo sono permessi tranne colpire l'inguine, la colonna vertebrale, gola e i reni. Quindi, la testa, le braccia e il tronco sono i principali bersagli e siti di lesioni per i combattenti. Le lesioni alla testa sono risultate essere la seconda lesione più comune nei kickboxer professionisti. Zazryn et al. hanno riferito che la testa, il collo e la faccia, seguita dagli arti inferiori, sono le regioni del corpo con più ferite. Romaine et al. affermò che i siti di lesioni più comuni per i kickboxer erano la schiena, il ginocchio e la caviglia; i tipi più comuni di lesioni sono distorsioni e tendiniti. I combattenti professionisti hanno una probabilità 2,5 volte maggiore di rimanere feriti rispetto ai dilettanti, mentre i combattenti sconfitti hanno una probabilità 3,5 volte maggiore di rimanere feriti rispetto ai vincitori. Le regioni anatomiche più danneggiate sono la testa (57,8%) seguita dagli arti inferiori (26,1%), mentre i tipi più comuni di lesione sono la lacerazione (70,6%) e la frattura (20,6%). Uno studio interessante ha dimostrato che il rischio di lesioni dipende anche dalla categoria di peso a cui si appartiene.
Test specifici:
Test di Conconi: utile test da campo, in grado di valutare la potenza aerobica di un atleta, o più esattamente il valore di soglia anaerobica. Può aiutare a scegliere i ritmi di gara e di allenamento più proficui e permette di valutare le modificazioni indotte dall'allenamento stesso. Il test si basa sul legame esistente fra la prestazione e il consumo di ossigeno.
Test di Cooper: fornisce un'indicazione pertinente e oggettiva sul grado di preparazione fisica dell'atleta, verificando i livelli di potenza aerobica e la capacità di sopportare la fatica per un tempo prolungato, attraverso una prova di corsa.
Indice di recupero immediato (IRI): questo test valuta le capacità dell'atleta di riportare le proprie attività funzionali nella norma dopo lo sforzo.
Test di Bosco: misura la forza degli arti inferiori, nonché la percentuale di fibre muscolari a contrazione rapida (FT), attraverso l'esecuzione di un salto verticale. le prove standard sono:
Squat jump (SJ) o salto con partenza da fermo.
Squat jump con sollevamento di carichi variabili.
Counter movement jump (CMJ) o salto con contromovimento.
Drop jump (DJ) o salto pliometrico.
Salti continui del tipo CMJ.
Salti continui.
Test sul massimale: determinare la massima forza esprimibile è fondamentale per una corretta programmazione dell'allenamento.
Test dello sgabello: l'obiettivo di questo test è misurare la flessibilità della zona lombare e dei muscoli ischio-crurali. Infatti, una rigidità in questa zona comporta spesso limitazione ed eccessivo affaticamento nella kick boxing dove si utilizzano anche gli arti inferiori per colpire l'avversario. Migliorare la flessibilità in quest'area comporta un minore dispendio energetico e una maggiore qualità nel gesto tecnico.
Resistenza lattacida: Il test può essere eseguito al sacco o sui guanti da maestro e consiste nel portare serie di colpi senza soluzione di continuità con la massima rapidità. Bisogna effettuare più prove con un recupero incompleto, per poter valutare anche la capacità di recupero del lattato, oltre alla capacità di tolleranza nella singola serie. La valutazione della prova si esegue sulla base dei colpi portati a segno sul bersaglio, con esecuzione tecnica il più possibile corretta.
Video-regolamento:
Regolamento Kickboxing Point-Fighting:
Bibliografia: